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La parola del vescovo  

Quaresima 2026. A tu per tu con Derio - Lavanda dei piedi di Tintoretto

Quaresima 2026. A tu per tu con Derio - Lavanda dei piedi di Tintoretto

Il vescovo Derio commenta la Lavanda dei piedi di Tintoretto per vivere la Quaresima riscoprendo Eucaristia e vita quotidiana come doni d’amore e di servizio.

In una profonda riflessione quaresimale, il vescovo Derio ci conduce davanti alla maestosa Lavanda dei piedi di Tintoretto. L’opera, custodita al Prado, traspone l’evento biblico in una Venezia simbolica, trasformando la tela in una scena teatrale da leggere da destra verso sinistra.

Al centro del messaggio non c’è solo un rito, ma Gesù che serve: è lui la chiave per reinterpretare l’Ultima Cena non come un banale convivio, ma come l’estremo gesto d’amore. In questo scenario, il tavolo assume un ruolo da protagonista: non è solo arredo, ma segno tangibile del dono. Esso richiama l’Eucaristia e, allo stesso tempo, la nostra vita quotidiana, spingendoci a vedere il cibo e le persone care come doni gratuiti.

Il Vescovo ci ricorda che Cristo è nostro contemporaneo; la sua azione di servizio continua oggi, nelle nostre strade e nelle nostre case. Guardare quel tavolo dipinto diventa così un esercizio di gratitudine. L’invito per questa settimana è riscoprire la Messa come incontro con un Dio che si offre, imparando a trasformare ogni nostra relazione in un atto di condivisione e riconoscenza.

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