C’è una guerra di cui si parla tutti i giorni e tante di cui non si parla quasi mai. Giovanni Piumatti, sacerdote della diocesi di Pinerolo, per 50 anni missionario in Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo), lo ribadisce instancabilmente. «Il silenzio, la pesante e palese copertura che si fa sui fatti diventa sfacciata ed insopportabile: la parola che il Papa ogni tanto usa è la più vera, “una vergogna” – denuncia senza mezzi termini -. Purtroppo la spiegazione è chiara: i paesi europei, Francia in testa, han bisogno estremo del coltan, e tutte le strade son buone». E la guerra è una di queste strade, perché crea il caos e permette ai paesi occidentali e alle multinazionali di saccheggiare liberamente quelle terre.

Si tratta di una guerra non dichiarata, ma fomentata dal Ruanda. Recentemente ne ha parlato in termini allarmanti anche il vescovo vescovo di Butembo-Beni mons. Melchisedec Sikuli Paluku (leggi qui).

In queste immagini e nel video si possono vedere alcune scene ormai diventate tristemente consuete nei villaggi della regione. In particolare le foto si riferiscono ad un attacco avvenuto questa mattina al Centre Hospitalier di Kabasha,  tra Butembo e Beni.