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Porte, fuori dal tunnel? Ma i sindaci vogliono sapere di più

Porte, fuori dal tunnel? Ma i sindaci vogliono sapere di più

La riapertura delle gallerie di Porte, il 21 maggio, risolve i problemi di viabilità ma non quelli di comunicazione che i sindaci imputano a Città Metropolitana

Tutto bene quel che finisce bene. Le gallerie Craviale e Turina sono state riaperte il 21 maggio. Ma qualcosa ancora non va nei rapporti tra i Comuni della valle e la Città Metropolitana di Torino. L’ultima goccia, la “riapertura” della cosiddetta “variante di Porte”, annunciata il 15 maggio e la sera stessa bloccata per un nuovo improvviso problema all’impianto antincendio durante il collaudo.

E così nel tratto urbano di Porte per un’altra settimana hanno continuato a transitare dalle 15mila alle 18mila auto al giorno.

Il sindaco di Porte Simone Gay, insieme agli amministratori di numerosi altri Comuni, in una conferenza stampa indetta nella sala consiliare portese martedì 19 maggio (quando agli enti locali nulla era trapelato sui tempi della soluzione del problema), oltre a evidenziare il disagio del suo ente e dei cittadini, ha messo sul tavolo una questione che la riapertura delle gallerie mitiga ma non risolve: «Mi giudico una persona paziente, ma ormai la misura è colma, il problema principale con la Città Metropolitana (ndr responsabile della Strada Provinciale dove sono presenti le gallerie) è la comunicazione. Non è possibile che le informazioni arrivino sempre all’ultimo e in modo sommario, mettendoci in difficoltà nel rispondere alle giuste domande dei cittadini. Se il venerdì prima di Pasqua da una telefonata del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo avevo saputo della chiusura delle gallerie, nel caso della “semiriapertura” del 15 maggio la notizia è arrivata da Facebook! Non è serio che i social prendano il posto delle comunicazioni ufficiali e formali. Devo fare un’unica eccezione per Gianni Nevache (ndr funzionario dell’ente metropolitano) che, in questa e in altre occasioni, si è dimostrato disponibile a qualunque ora e a cui va il mio grazie!» Peccato che Nevache sia prossimo alla pensione…

Gay lamenta anche la poca considerazione in cui sono state tenute le richieste di Porte e dell’Unione dei Comuni Valli Chisone e Germanasca: «Visto che più o meno trimestralmente ci arrivano comunicazioni di chiusura delle gallerie per manutenzione ordinaria e che spesso alla comunicazione non segue la chiusura effettiva, abbiamo scritto nei mesi scorsi per chiedere i dettagli su questa manutenzione preventiva, senza ottenere risposta, così come quando abbiamo scritto a fine aprile (anche alla Procura) per richiedere un tavolo di confronto sul problema…»

Danilo Breusa, presidente dell’Unione Montana, ha rincarato la dose: «Il problema delle gallerie non è un problema di Porte, ma di tutta la valle! Va chiarito che non c’è nessun problema strutturale però, per il ruolo e le responsabilità che abbiamo noi sindaci, è nostro diritto ricevere da Città Metropolitana rispetto e informazioni chiare». Il sindaco di Villar Perosa, Marco Ventre ha rimarcato la necessità di recuperare una “grammatica istituzionale” e il ripristino di rapporti normali tra l’ex provincia e le valli: «La sensazione è che ci sia un sentimento di fastidio verso di noi; se ricevessimo le dovute informazioni ci sarebbe anche più semplice difendere l’operato di Città Metropolitana davanti ai cittadini. Per delle valli in crisi come le nostre, le notizie dei problemi di viabilità che viaggiano sui social creano un danno enorme». Come conferma Marco Bourlot, consigliere di Fenestrelle: «Anche se stiamo lavorando per un turismo di pernottamenti, dipendiamo ancora in gran parte dal turismo di giornata e l’allarme “social” sulla viabilità spinge chi arriva da Torino a scegliere altre destinazioni. Viene da chiedersi se non fosse meglio la vecchia Provincia nel dare risposte ai piccoli comuni; visto che il nostro peso politico è scarso, ci sarebbe bisogno che intervenisse Pinerolo, facendo da capofila del territorio».

GR

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