Lavorano in silenzio, ma senza i volontari della Caritas Valli Chisone e Germanasca per molte persone questo periodo di crisi sanitaria e, soprattutto, economica sarebbe stato ben peggiore. Lo testimoniano i numeri degli assistiti cresciuti molto anche per via degli accordi con le amministrazione comunali (Villar, Pinasca, Perosa e Fenestrelle in particolare).

«Prima dell’emergenza – racconta Claudio Lussana, volontario del gruppo di Dubbione e Pinasca – non avevamo per fortuna molti assistiti. Ora il comune ci ha segnalato altri sei o sette nuclei familiari (una trentina di persone, compresi dei bambini) da aiutare. Noi provvediamo a fornire alimenti a lunga conservazione, mentre il comune dà loro dei buoni spesa per alimenti freschi». Buona parte degli assistiti ha perso i lavori – spesso in nero – che consentivano loro di vivacchiare, per altri è stato il lockdown a metterli in difficoltà: «la speranza è che possano presto riuscire a risollevarsi», conclude Lussana.

Anche per i volontari di Perosa, che si occupano anche della val Germanasca e dell’alta val Chisone, il lavoro è aumentato: «Alle tredici che seguivamo già si sono aggiunte – spiega il magazziniere Beppe Angaramo – altre sedici famiglie (39 persone): a tutte abbiamo fornito due borse alimentari a maggio e altre due gliele daremo a giugno». Di fronte a questi numeri sono benvenuti gli aiuti: «Non si sono fatte più raccolte di alimenti in chiesa, ma c’è chi ci ha lasciato i soldi per comprare gli alimenti. Il comune di Perosa ci ha inoltre dato i buoni spesa che non erano stati assegnati (2620 euro): in parte li abbiamo dati direttamente alle famiglie (solo di Perosa), in parte li abbiamo usati come Caritas, acquistando 200 kg di cibo a fronte però di 600 kg che abbiamo distribuito agli assistiti». Un’altra bella mano l’ha data la Nova Coop che fa avere alla Caritas gli alimenti freschi (tra aprile e maggio circa 1400 kg) prossimi alla scadenza o con difetti di confezione, che i volontari, accompagnati dalla Croce Verde, fanno arrivare agli assistiti di Perosa e delle valli.

La Nova Coop di Pinasca

A fornire i numeri complessivi dell’impegno della Caritas delle Valli è il responsabile Mauro Clot: «Gli assistiti sono ormai 300 e fanno capo a un centinaio di famiglie». Una quantità di bisognosi che solo grazie ad una perfetta organizzazione è possibile soddisfare: «Insieme ai comuni e a diverse associazioni abbiamo messo in piedi un lavoro in rete dove ognuno ha il suo compito: noi, forti della nostra esperienza di diversi anni, ci occupiamo dello stoccaggio degli alimenti (anche quelli forniti dai comuni) nei nostri magazzini e di parte della distribuzione, mentre alle consegne a casa pensano dei volontari del comune a Villar, gli Aib a Pinasca e la Croce Verde da Perosa in su».

Il lavoro in rete si estende anche alla Caritas diocesana – con cui non sono mancati scambi di aiuti – e intende riflettersi anche nel tessuto locale. «Quando dobbiamo fare degli acquisti, li facciamo negli esercizi del paese. Spesso, come anche alcuni produttori, i negozi ci hanno aiutato e noi proviamo così a contribuire al rilancio dell’economia locale. Nella speranza che la situazione economica e lavorativa si risollevi presto».

L’invito: dopo la quarantena, tornate a donare

I tre mesi senza messe non sono stati pesanti solo sotto l’aspetto della fede. Anche la Caritas ne ha risentito per via della sospensione delle raccolte mensili in chiesa e dell’annullamento della raccolta annuale (nel mese di maggio) presso i supermercati e i negozi. Per rimpolpare le scorte dei magazzini sono così ben accette donazioni (soprattutto riso, olio, latte, farina, biscotti, caffè, zucchero, tonno, legumi e, in minore quantità, pasta e pelati). A Villar Perosa la Caritas ha lanciato l’appello a riprendere dai week end del 20-21 e del 27-28 giugno le donazioni alle messe festive.

Info: diacono Enrico Berardo: 340.71.69.113.

GR