Pomaretto – tra Meeting del Marchio Nazionale Comune Fiorito e iniziative collaterali – ha vissuto dieci giorni molto intensi.

L’ultimo di questi, il 17 novembre, è stato all’insegna della solidarietà ed è servito anche a ricordare un’associazione, la Protezione Civile, a cui spesso si presta attenzione solo nel momento del bisogno.

«Nel 1994, appena autorizzata la partecipazione di organizzazione di volontariato in attività di Protezione Civile, su iniziativa della Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca nacque il Gruppo Protezione Civile delle valli (con a capo dapprima Claudio Raviol e poi Italo Canonico) – spiega l’attuale presidente, Giuliano Pascal -. All’inizio le squadre erano suddivise in tre: quella della Val Germanasca e quelle dell’Alta e della Bassa Val Chisone». Erano gli albori del sistema di Protezione Civile volontario, che negli anni si è via via strutturato: «Nel 2002 ci siamo aggregati al Coordinamento Provinciale di Torino e un paio d’anni dopo a quello Regionale».

Fin dai primi anni la vocazione solidale dei suoi componenti ha trovato modo di prestare soccorso alle popolazioni in difficoltà sia in Italia che all’estero. «Nel 1998 siamo stati in Albania, poi negli anni seguenti sulla scena dei vari terremoti – a L’Aquila, in Emilia, a Norcia ed Amatrice – e delle varie alluvioni (anche sul nostro territorio), l’ultima l’anno scorso quando siamo stati a Santo Stefano di Cadore. A volte interveniamo insieme ad altri Corpi per garantire la sicurezza negli eventi con un grande afflusso di persone, come nel caso del funerale di Giovanni Paolo II».

Gli effettivi della squadra sono 21, ma sottolinea Pascal «è un gruppo che funziona, dove ognuno svolge il suo compito; chiaramente nel tempo abbiamo cercato di inserire elementi giovani, ma il primo requisito rimane la disponibilità ad essere operativi nel momento dell’emergenza». Per affrontare le situazioni critiche a cui sono chiamati, ma anche per le azioni di previsione e prevenzione dei rischi, «i volontari devono essere formati e mantenersi aggiornati, frequentando corsi antincendio e di primo soccorso, anche se al primo posto resta la conoscenza del Testo Unico 81 sulla Sicurezza».

 

Tra le abilità richieste ai membri della P.C. c’è la capacità di manovrare numerosi mezzi (draghe, escavatori, terne) fondamentali in caso di catastrofi. «Ogni squadra deve avere qualcuno col patentino per guidare questi mezzi: per contenere i costi della formazione, come coordinamento regionale, siamo riusciti a organizzare corsi tenuti da istruttori volontari, così l’unica spesa è quella per le marche da bollo». Naturalmente anche per la partecipazione a questi corsi la precedenza va a chi garantisce la massima disponibilità a far parte al bisogno delle colonne mobili.

 

Nei singoli comuni spesso sono le squadre AIB ad occuparsi di Protezione Civile. Spiega Pascal: «La prima risposta all’emergenza va garantita a livello locale, a partire dai comuni che sono chiamati per legge a garantire risorse per la Protezione Civile e avendo quasi sempre già presenti sul territorio gli AIB affidano loro – e fanno bene! – questa funzione».

Tra le iniziative svolte dal Gruppo, un posto importante occupano le esercitazioni svolte con le scuole: «Essere consapevoli dei possibili rischi e sapere come affrontarli è la prima cosa che va insegnata (e non solo ai bambini). Per vivere più sicuri e allo stesso consentire alla Protezione Civile di funzionare al suo meglio».

GUIDO ROSTAGNO