«A partire dal 1° gennaio 2020 molte delle linee di trasporto per alunni della scuola media e per i lavoratori sono gestite direttamente dall’unione dei Comuni a fronte del parziale disimpegno dell’Agenzia Regionale». Lo ha comunicato – come d’abitudine su FacebookMarco Ventre, presidente dell’Unione dei Comuni Valli Chisone e Germanasca. Per poi «confermare il proseguimento delle stesse linee senza alcuna difformità di orario».

Marco Ventre, presidente dell’Unione dei comuni Valli Chisone e Germanasca

Per capire di cosa si tratti occorre però fare qualche passo indietro, come ricorda il vicepresidente – e memoria storica – dell’Unione, Riccardo Leger. «La legge regionale 1/2000 consentiva alle aree come la nostra di gestire il trasporto pubblico locale insieme alla provincia». In pratica nelle aree a domanda di mobilità debole – dove cioè il ricavato dei biglietti venduti copriva (e copre) meno del 35% dei costi (nelle valli solo la Pinerolo-Sestriere non ne fa parte) – stanziamenti di fondi pubblici (provinciali e comunali) avrebbero permesso di garantire il servizio. «Come assessore dell’allora Comunità montana mi attivai per sensibilizzare, con alterne fortune, i vari sindaci affinché i comuni delle valli aderissero e proponessero linee di trasporto per questo servizio (potendo godere dei contributi statali appositi)». Un servizio di natura “mista” poiché, anche se l’utenza era per lo più costituita da studenti diretti alle scuole, rendeva disponibile anche ad altre persone il trasporto pubblico (considerate le strade e il numero di passeggeri, spesso tramite piccoli pulmini).

Riccardo Leger, vicepresidente dell’Unione

La Comunità montana – anche in virtù del costo chilometrico favorevole previsto dall’accordo – scelse di entrare in convenzione con la provincia per la gestione. Tra le tratte coinvolte quelle della Val Germanasca, del vallone di Pramollo e anche quella per il trasporto delle persone diversamente abili al Centro socio-terapico di Perosa.

Nel tempo i tagli di bilancio degli enti pubblici hanno però portato a un progressivo disimpegno della provincia e, per contrappeso, a un incremento della compartecipazione da parte dei comuni («Il contributo provinciale ha cominciato a ridursi del 5% annuo»). Nel giugno scorso però l’Agenzia della mobilità, che ha ereditato nel 2015 le funzioni provinciali dei trasporti, ha posto l’Unione (erede a sua volta della Comunità Montana) di fronte a una proposta “indecente”.

 

La Tekfor , una delle aziende raggiunte dalla linea 313

«Prevedevano – spiega Leger – di sopprimere la linea 313, quella che da Pramollo porta agli stabilimenti Imerys, Tekfor e Skf, senza contare un ulteriore gravoso taglio dei trasferimenti per la gestione delle altre linee; discutendo, anche con forza, siamo riusciti a trovare un compromesso». Che ha salvato la linea 313, affidandola in toto all’Unione a cui l’Agenzia – «che spendeva 80mila euro per la tratta» – trasferirà 35mila euro per la gestione (che si sommano ai 90mila stanziati per le altre linee). Il resto, inutile dirlo, lo copriranno i comuni («Non tutti – precisa Leger -. Solo quelli interessati dai servizi!») anche se l’auspicio è di riuscire a contenere i costi: «Grazie alla presenza sul territorio, correggeremo gli sprechi, intercettando l’utenza e razionalizzando il servizio». Un servizio per il quale l’Unione ha deciso di confermare inalterato fino al 30 giugno con l’unica novità della ditta Ghi.Me a rimpiazzare sulla linea 313 la Bouchard «che non ha accettato, a differenza di tutte le altre ditte, la nostra proposta».

GUIDO ROSTAGNO