Qualche giorno fa, su Facebook, ha destato molta attenzione una foto dell’attore John Malkovich, in un bar di San Germano. Non certo una combinazione, visto che la moglie del protagonista de “Le relazioni pericolose” è originaria di una frazione di Perrero e un po’ di affetto per le valli lo nutre ancora.

Sempre in questi ultimi giorni, è tornata al centro dell’attenzione un’altra stella del cinema, Fernandel, la cui biografia resta legata alle nostre contrade.

Il cognome del “Don Camillo” originale – Contandin – nasce da un’erronea trascrizione all’anagrafe di un cognome molto diffuso sopra Meano al punto da dare il nome a una borgata: i Coutandin. Proprio qui domenica 7 aprile l’amministrazione di Perosa ha inaugurato un pannello a ricordo della casa di Denis Coutandin, padre dell’attore. La voce popolare, addirittura, Fernandel lo fa nascere qui, a dispetto dell’anagrafe che lo vuole marsigliese. Alcuni dei presenti alla posa del pannello hanno riportato le voci che correvano ai tempi dei loro nonni. Ricordi di un bambino nato in quell’umile casa, ora quasi diroccata, dalla famiglia detta dei “ciarlatan” – tanti avevano lo stesso cognome e i soprannomi aiutavano a distinguere le parentele -, che al seguito della famiglia era passato in Francia (terra d’origine della madre Désirée Bédouin) dove, come accadeva spesso, sarebbe stata registrata la nascita.

Intorno al pannello dedicato a Fernandel (da sinistra) Giuseppe Maggi, Elvio Rostagno, Andrea Garavello e Cesare Nissirio

Una storia antica, ma con qualche assonanza con oggigiorno, quando i dibattiti su migrazione e cittadinanza occupano larghi spazi sui mezzi di informazione e nell’opinione pubblica. Anche per questo il “Centro culturale valdese” e la “Scuola Latina” hanno pensato di dedicare una mostra a questo illustre perosino espatriato. “Un certain sourire” – il titolo della mostra – si sviluppa in parte a Torre Pellice, in parte a Pomaretto: «Il materiale era tanto e anche inedito – ha spiegato il curatore Cesare Nissirio, direttore del Museo Parigino di Roma – e non bastava lo spazio per esporlo in una sola delle sedi». A disposizione dei visitatori una documentazione francese d’epoca che ripercorre attraverso le immagini le vicende personali e artistiche – fatte non solo di cinema, ma anche di canzoni e teatro – di Fernandel. A Nissirio, come collaboratore si è affiancato Max Nepi, già Direttore Artistico di Tele-Montecarlo, ma il merito dell’intuizione alla base della mostra è di Giuseppe Maggi, responsabile artistico dell’associazione “Musicainsieme” che ha inserito “Un certain sourire” tra le attività dello “Sportello linguistico itinerante” per la valorizzazione del Francese (all’interno dei progetti finanziati dalla Legge 482/99 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche).

Il curatore Cesare Nissirio alla presentazione della mostra alla Scuola Latina

L’allestimento ospitato a Torre (aperto fino al 21 aprile dal giovedì alla domenica dalle 15 alle 18) si concentra sul lato musicale dell’artista Fernandel, «un vero e proprio chansonnier – ha commentato Nissirio – capace di interpretare le canzoni non solo con la voce, ma anche col movimento del corpo». La Scuola Latina ospita, invece, locandine cinematografiche e fotografie (alcune dal set di “Don Camillo” vedono la presenza anche di Peppone/Gino Cervi) che saranno visitabili il venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 e la domenica sempre dalle 15 alle 18.