Domani, sabato 22 maggio nella Cattedrale di Pinerolo è in programma alle 16 l’ordinazione di nuovi diaconi, Claudio Bruno di Buriasco e Marco Longo di Villar Perosa.

Marco, impiegato in un’azienda metalmeccanica di Rivalta, sposato e con un figlio di 18 anni, racconta così della sua vocazione: «Non è una cosa nata da un giorno all’altro, ma si è trattato di una mozione interiore che pian piano ha preso forma, una chiamata che si è chiarita nel tempo: ho avuto più di un dubbio prima di fare i passi formali per seguire questa strada. Non mi sentivo adeguato – non sono, né mi sento migliore degli altri – poi ho compreso che questa vocazione mi chiama a mettere a disposizione della comunità quello che ho, sperando di farlo fruttare».

Marco Longo in occasione del conferimento del Lettorato e dell’Accolitato

Nella scelta è stato fondamentale l’appoggio della famiglia: «Ero già attivo in parrocchia, sia come catechista sia in tutto quello in cui potevo rendermi utile, ma quando ho iniziato a pensare al diaconato permanente, ne ho parlato a mia moglie, che si è dimostrata subito d’accordo (e non è una cosa scontata!)». Sotto la guida di don Rino Montagnini e del cancelliere don Giorgio Grietti, poi «insieme ad altri candidati al diaconato abbiamo iniziato una preparazione, che ha previsto dapprima la partecipazione agli incontri teologici della diocesi, poi la frequenza a molti corsi dell’Istituto Superiore di Studi Religiosi: non eravamo obbligati a sostenere gli esami, ma con Claudio Bruno abbiamo preferito farlo per fissare meglio gli argomenti. Anche per l’impegno formativo, devo dire grazie ai miei familiari, che non mi hanno mai fatto pesare il tempo sottratto loro». Accanto allo studio, la formazione ha previsto «incontri di approfondimento di temi pastorali e momenti di confronto con i confratelli diaconi sia della nostra diocesi, sia di quella di Torino, che ci hanno aiutato in spirito di amicizia a prepararci al ministero e consolidare le motivazioni e la consapevolezza della nostra fede».

Marco Longo, “senza maschera”

Una volta ordinato, Marco dovrà ritagliarsi uno spazio operativo: «Il ministero del diaconato non ha un perimetro così definito, ma insieme al vescovo Derio abbiamo maturato l’intenzione di lavorare per una proposta legata alla Parola di Dio nella nostra diocesi, una sfida – anche per via della pandemia che ha limitato la possibilità degli incontri – di cui si sente forte il bisogno». Naturalmente una volta ordinato, «sarà importante trovare un equilibrio tra i nuovi impegni, ricavando uno spazio anche per la dimensione personale e, soprattutto, familiare, che rimane la nostra prima vocazione e non va penalizzata».

GR