La seggiovia Cit Roc a Sestriere continua a girare solo per gli atleti di interesse nazionale degli Sci Club della Vialattea. Dopo l’apertura a loro dedicata per le vacanze natalizie, il Comune di Sestriere e la Sestrieres Spa, con il coordinamento di Formont, hanno esteso l’accordo consentendo loro di allenarsi nel mese di gennaio il martedì e il venerdì (pomeriggio) e il sabato e la domenica (per l’intera giornata). E a sorpresa, alle 15 del 12 gennaio, è spuntato anche Matteo Marsaglia, atleta di casa cresciuto agonisticamente sulle montagne della Vialattea, da diversi anni azzurro della squadra Nazionale A di Coppa del Mondo discipline veloci, che ha approfittato dell’occasione per fare alcune discese in campo libero sulla Pista 3 del Sises e testare un po’ di materiali.

Giovani atleti sulla seggiovia Cit Roc

«Sestriere è una stazione turistica internazionale nata espressamente per lo sci alpino – spiega il sindaco Gianni Poncet – che fa parte del nostro dna e dove sono cresciuti tanti campioni come Matteo. Lo sci alpino non è solo uno sport: per noi significa soprattutto lavoro e fonte di sostentamento per la gran parte delle famiglie che vi risiedono ed anche per quelle che trovano occupazione grazie alla filiera lunga del turismo invernale. Per questo motivo abbiamo deciso di continuare a dare la possibilità di allenarsi ai ragazzini degli sci club del comprensorio della Via Lattea, suddivisi in piccoli gruppi che si alternano sulle piste del Sises».

Matteo Marsaglia al Colle del Sestriere

Tra le altre cose l’attività degli agonisti dimostra come, attenendosi ai protocolli attivati in tema di emergenza sanitaria, sia possibile sciare in sicurezza anche a livello turistico. «Vediamo all’orizzonte – continua Poncet – un ennesimo rinvio da parte del Governo relativamente alla data d’apertura ai turisti di piste e impianti di risalita. Siamo pienamente consapevoli dell’emergenza sanitaria che stiano vivendo, per questo motivo ci siamo attrezzati al meglio per attraversare questo difficile momento attuando piani operativi volti a gestire al meglio il flusso delle persone. Certamente per noi si tratta di un impegno maggiore ma dalla nostra abbiamo la fortuna che siamo all’aperto e possiamo contare su ampi spazi a disposizione per evitare ogni forma di assembramento e garantire gli standard di sicurezza richiesti dai protocolli anti Covid. Lo abbiamo dimostrato gestendo in maniera organizzata dei ragazzini. Abbiamo l’80 per cento degli alberghi chiusi, bar, negozi e ristoranti che lavorano a spot. Per giunta agenzie e tour operator sono in ginocchio o hanno già chiuso i battenti: per uscire da questa situazione ci vorranno degli anni. Speriamo che almeno ci consentano di lavorare con un mercato domestico a partire da febbraio puntando al Carnevale e ai week end pensando di arrivare sino a Pasqua. Ciò ci consentirebbe di salvaguardare almeno un 20% della nostra economia e al tempo stesso di riavere fiducia nel futuro».

Gli atleti in coda alla seggiovia