Se un’amministrazione comunale sceglie di dare un riconoscimento a qualche cittadino, lo fa per lanciare un messaggio. Può trattarsi di un segnale di integrazione o di un invito a seguire l’esempio di una persona portata a modello, ma l’obbiettivo è di far riflettere la popolazione sull’importanza dei piccoli gesti da cui trae linfa una comunità.

Un “perosino dell’anno” nel segno della montagnaterapia

L’assegnazione a Franco Polastro del titolo di “perosino dell’anno” (il conferimento sarà sabato 14 settembre alle 10:30) non ha sollevato, come talora accade, perplessità. È un premio meritato quello andato al primo volontario del Gruppo Montagna CST Perosa-CAI Val Germanasca, ma Franco avrebbe voluto condividerlo: «Quando mi hanno comunicato questa scelta – spiega -, non mi è sembrato giusto essere premiato personalmente e ho chiesto che il riconoscimento andasse a tutto il gruppo, ma mi è stato detto che il regolamento non lo permetteva. Così l’ho accettato non per me, ma per valorizzare e far conoscere il nostro lavoro». Il lavoro di alcuni volontari della sezione Val Germanasca del Club Alpino Italiano che collaborano con gli educatori del Centro Socio Terapico (C.S.T.) di Perosa Argentina nelle attività esterne, tipicamente in montagna, accompagnando (quasi tutti i mercoledì) i ragazzi in uscite che ne favoriscono il benessere psicofisico e l’inclusione (Montagnaterapia).

Foto Gruppo Montagna Cst Perosa-Cai Val Germanasca

 

Franco, antesignano del gruppo – «ho iniziato nel 1998, appena andato in pensione» -, ci tiene a ricordare gli altri volontari: «Edgardo Tron, Valter Bruno, Carlo Frascarolo, Elmo Bordiga e il presidente della sezione CAI, Pierino Grill». Polastro – che è una colonna anche della locale Unitre – ha una visione critica del volontariato: «Se non c’è un progetto preciso, c’è il rischio che il volontario sostituisca un lavoratore, anziché affiancarlo per migliorare il servizio». Nel caso del Gruppo Montagna,invece «resta fondamentale il ruolo e il coordinamento degli educatori: sono loro i responsabili dei ragazzi, noi serviamo da supporto, mettendo a disposizione le nostre conoscenze di montagna per aumentare la sicurezza». C’è una preoccupazione che, però, assilla Franco: «Siamo un bel gruppo di volontari, ma ho paura che i tagli ai servizi sociali possano far venir meno la disponibilità degli operatori: sarebbe la fine di questa bella realtà».

L’impegno dei volontari prevede, oltre alle uscite, anche la tracciatura GPS dei percorsi che vengono messi a disposizione on line su itinerariepercorsi.blogspot.com per altri gruppi. Un primo passo in attesa di altre iniziative: «Bisognerebbe sia creare nuovi sentieri adatti soprattutto alle carrozzine, sia posizionare delle segnaletiche adeguate per quelli che già ci sono, con tutte le indicazioni del caso (tipo di terreno, pendenza, larghezza). Anche gli anziani se ne avvantaggerebbero».

Polastro solleva anche qualche considerazione generale: «Esiste un problema culturale verso l’handicap che limita l’integrazione: per fortuna quando facciamo delle uscite con le scuole, noto che i bambini hanno meno pregiudizi dei grandi e sono molto accoglienti verso i ragazzi del CST; anche verso gli anziani ci sono pregiudizi analoghi: bisognerebbe studiare iniziative simili alla nostra anche per gli ospiti delle case di riposo».

Denisa Zamfira, cittadina onoraria di Pragelato

Puoi avere un’altra nazionalità, provenire da una famiglia straniera, ma quando per anni vivi, studi e frequenti una comunità, finisci per farne parte. Questo il significato della cittadinanza onoraria che il comune di Pragelato ha voluto conferire a Denisa Zamfira, una venticinquenne di origine rumena. Una ragazza, che abita in paese, e che come i suoi coetanei ha vissuto i disagi di chi vivendo in montagna deve spostarsi per studiare.

Nel suo percorso scolastico ha frequentato le elementari a Pragelato e le medie a Fenestrelle, per poi approdare al Porporato di Pinerolo per le superiori e a Torino dove ha coronato con la laurea magistrale in Scienze del Corpo e della Mente, il suo cammino brillante (110 e lode, menzione d’onore alla carriera e dignità di stampa). Una storia di successi scolastici, certo, ma anche di inserimento e di condivisione dei valori della comunità pragelatese, che l’amministrazione comunale ha deciso di portare ad esempio.

Sul suo profilo Facebook, Denisa, nel ringraziare dell’onore, sottolinea: «Sono sempre stata circondata da persone accoglienti e calorose, che hanno creduto in me e mi hanno in qualche modo permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati. È una sensazione profonda e genuina quella dell’appartenenza, privilegio che le piccole comunità riescono a trasmettere forse in modo più diretto e personalizzato, rispetto ai grandi centri urbani».

GUIDO ROSTAGNO