Coniugare le proprie passioni in un lavoro per molti resta solo un sogno. Per Edoardo Maglio, ventiduenne prossimo alla laurea triennale in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione al Politecnico di Torino, è già qualcosa di più. Dal suo amore per il cinema, per San Germano, il suo paese e per l’Avis, di cui è già socio attivo, nascerà un cortometraggio intitolato “Caviun”, un progetto volto a promuovere la donazione del sangue, soprattutto nei giovani.

Un’istantanea delle riprese

«Ho sempre amato il cinema anche nei suoi aspetti tecnici – racconta – e già prima di scegliere il mio percorso universitario per gioco scrivevo storie e facevo filmati con il cellulare, il primo “lavoro” che ho realizzato è stato come montatore in una pubblicità per il mobilificio del papà di un amico». Al secondo anno di università, «per l’esame di Cinema e Video sono stato scelto come regista per un lavoro di gruppo, un cortometraggio dal titolo BIAS, che mi ha aiutato a capire come questo non è un ruolo solitario, ma di squadra, in cui il regista si occupa per il 90% del suo tempo di mantenere la coerenza tra i lavori dei vari membri della troupe».

Dopo questa esperienza, nasce il primo progetto di “corto” dedicato a San Germano e all’Avis: «Pensavo: se nessuno ha mai pensato di girare scene di un film in un posto bello come il Parco Widemann, posso farlo io. Allo stesso tempo, siccome sono sempre stato molto legato, fin da piccolino, alla sezione Avis del paese, mi piaceva l’idea di fare un filmato per promuovere le donazioni. Così avevo già preso accordi sia con la mia Avis, sia con Piero Ottone, allora primario del Centro Trasfusionale di Pinerolo». Tra il dire e il fare, però, un piccolo imprevisto chiamato Covid. «Quando è stato deciso il lockdown, anche il progetto ha subito uno stop – anche perché nel frattempo sono stato assorbito, oltre che dagli studi, da un altro lavoro per una web series – ma non ho mai rinunciato a realizzarlo». Col 2021 il progetto è ripartito – «entro fine settembre si concluderanno le riprese, per poi passare a montaggio e postproduzione» – grazie al sostegno in varie forme anche delle Avis di Porte (in particolare Angela Gaido) e di Villar Perosa.

«Sarà un film della durata di quindici minuti, senza dialoghi per un omaggio al cinema muto, e si focalizzerà sulla logica emotiva che muove i donatori di sangue». Altre Avis ancora – su invito della sezione di San Germano – stanno pensando a contribuire alla produzione. «Le eventuali offerte – spiega Maglio – saranno gestite dalla società di produzione video con partita Iva, Antony Cavallo Videomaker, e serviranno, ad esempio, per dare un piccolo rimborso ai collaboratori e finanziare la parte di promozione. Gli sponsor, oltre a poter utilizzare il “corto” nelle loro giornate promozionali per il dono di sangue, potranno avere una pubblicità positiva grazie alla partecipazione del cortometraggio a più festival nazionali e internazionali».

Al film lavorano anche Davide Orsolini (tecnico del suono), Antony Cavallo (operatore di ripresa), Lorenzo Casassa (direttore della fotografia), Simone Costa (trucco), Emilia Cristiano (che gestisce gli attori Armando Pasero, Aurora Canino e Maria Izzo).

GR