Uno studio della Fondazione CRC ha valutato il livello di “smartness” anche di alcuni comuni della val Chisone. Un’iniziativa voluta dall’associazione La.Pi.S per scoprire punti di forza e di debolezza dei paesi.

 

Anche un campione di comuni della val Chisone – Fenestrelle, Perosa Argentina, Pinasca, Pomaretto, Porte, San Germano Chisone e Villar Perosa – ha partecipato alla valutazione del loro livello di “smartness” in uno studio della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (con la collaborazione dell’ANCI Piemonte e dell’UNCEM nazionale).

Che significa essere smart

Smartness non è una parolaccia, ma un termine (che si potrebbe tradurre con intelligente o sveglio) per indicare la predisposizione di un territorio – attraverso approcci e politiche innovative e condivise – ad aumentare la sua competitività e attrattività con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione della conoscenza, alla crescita creativa, all’accessibilità e alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente (naturale, storico architettonico, urbano e diffuso) e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.

Il ruolo di La.Pi.S

È stata l’associazione La.Pi.S (Laboratorio pinerolese per la città e il territorio Smart) a proporre alla Fondazione CRC coinvolgere anche alcuni comuni del pinerolese (anche Cavour e Vigone) nella valutazione degli indicatori utilizzati (tra gli altri connettività, mobilità, risparmio energetico) per assegnare il Premio Comune Smart 2020 ai comuni cuneesi più “intelligenti”.

Tanti territori sotto esame

I comuni del campione di controllo – composto anche da Chiavenna (provincia di Sondrio), Padova e dalle Unioni montane Valli Orco e Soana (Città Metropolitana di Torino) e dei Monti Azzurri (provincia di Macerata) – non sono stati inseriti nella graduatoria del premio, ma hanno ricevuto indicazioni sui loro punti di forza e di debolezza, utili per orientare obiettivi e risorse, monitorare ed evidenziare l’evoluzione dei diversi indicatori nel tempo.

C’è da lavorare

La.Pi.S. si è occupata di assistere i comuni pinerolesi nel rispondere al questionario sui vari indicatori dei livelli smart. I risultati dei singoli comuni sono stati comunicati alle amministrazioni, ma non resi pubblici (l’obiettivo non era di fare una classifica dei più o meno bravi); la media del campione pinerolese, che ha raggiunto un punteggio di 39,4/100 (meglio solo dell’Unione dei Monti Azzurri), mostra che il lavoro da fare non manca (spesso, probabilmente, mancano le risorse per farlo…).

Estendere lo studio a tutto il Pinerolese

L’auspicio di La.Pi.S per voce del suo presidente, Luigi Pinchiaroglio, è «che nel prossimo futuro la sperimentazione del metodo, eventualmente rivisto per essere meglio adeguato alla realtà territoriale del Pinerolese, possa essere estesa ad altri Comuni del nostro territorio fino ad interessare l’intera Zona Omogenea 5 della Città Metropolitana di Torino».

GR