Il comune di Pramollo lo scorso 30 novembre, durante il consiglio comunale svoltosi nella sala del campanile di Ruata, ha conferito la cittadinanza onoraria al partigiano Giulio “Giulietto” Giordano.

 

 

Tra opere pubbliche, bilanci e delibere varie, a volte i consigli comunali scelgono di lanciare un messaggio. È il caso del comune di Pramollo che lo scorso 30 novembre, durante il consiglio comunale svoltosi nella sala del campanile di Ruata, ha conferito la cittadinanza onoraria al partigiano Giulio “Giulietto” Giordano.

 

Un premio per il ruolo di testimone

Il sindaco e l’amministrazione Comunale di Pramollo – si legge nel dispositivo della delibera – con sentimenti di estrema gratitudine conferiscono la “Cittadinanza Onoraria” al Sig. Giulio Giordano, con le seguenti motivazioni: “Quale riconoscimento e gratitudine per il prezioso e costante contributo profuso nell’affermare e divulgare con competenza e autorevolezza i principi di pace, libertà, uguaglianza e giustizia sociale e quale riconoscimento e gratitudine per il suo attaccamento alla nostra comunità”.

 

Amministratori di Pramollo e Torre Pellice

Presenti alla cerimonia seguita al Consiglio anche il sindaco di Torre, Marco Cogno, con altri amministratori torresi, e il vicepresidente dell’Anpi Val Pellice, Andrea Geymet. Il sindaco di Pramollo, Renzo Costantin, ha sottolineato il ruolo svolto da Giordano nel trasmettere ai giovani la testimonianza della Resistenza.

 

Il legame di Giulietto con Pramollo

Il legame di Giordano con Pramollo affonda all’epoca della guerra – quando alla Vaccera (spartiacque con la val Pellice) si incontravano i partigiani provenienti dell’altro versante, ma è continuato anche in tempi più recenti. In particolare Giulietto ha ricordato le lettere dei soldati pramollini della Grande Guerra, studiate e trascritte in “Così scrivevano”, libro scritto insieme a Rebecca Sansoè. Inoltre da anni Giulio non manca di portare la sua testimonianza e le sue riflessioni alla commemorazione dei martiri del Tichoun, località pramollina dove nel novembre ‘44, a causa di un delatore, trovarono la morte sei partigiani e un civile.

GR