16 Luglio 2026
Pragelato. La chiesa San Lorenzo: storia, arte e tradizioni
La festa patronale del 10 agosto 2026 a Traverses di Pragelato celebra la chiesa di San Lorenzo e ripropone l’antica tradizione devozionale del “telino” bianco.
La chiesa di San Lorenzo, nella borgata Traverses di Pragelato, rappresenta una delle più significative testimonianze della storia religiosa, artistica e culturale del territorio. Da secoli questo luogo di culto accompagna la vita della comunità locale, custodendone la fede, le tradizioni e l’identità, conservando ancora oggi un importante patrimonio storico, artistico e spirituale.
Tra gli elementi di maggior pregio dell’edificio spiccano le vele, che all’interno della chiesa assumono un duplice significato: architettonico e pittorico. Dal punto di vista strutturale, l’aula non è coperta da un soffitto piano, ma da tre eleganti volte a vela in muratura, realizzate tra il 1790 e il 1800. Due coprono la navata centrale, mentre la terza sovrasta il presbiterio, l’area dell’Altare Maggiore.
La documentazione parrocchiale attesta che nel 1889 l’interno della chiesa fu completamente restaurato. In quell’occasione il pittore Gennaro realizzò gli affreschi delle scene sacre, mentre Felli eseguì il ricco apparato decorativo. Le sue raffinate finte architetture, i finti marmi e gli straordinari motivi trompe-l’œil, capaci di creare suggestive illusioni ottiche, incorniciano le pitture sacre valorizzandone la profondità e la bellezza. Nell’abside, la raffigurazione della Colomba dello Spirito Santo, opera di Gennaro, è inserita armoniosamente all’interno delle scenografiche decorazioni illusionistiche realizzate da Felli.
Le vele costituiscono così una vera e propria galleria d’arte, dove la maestria decorativa dialoga con la pittura sacra, offrendo ai fedeli e ai visitatori un insieme di grande valore artistico.
Tra i beni conservati nella chiesa figurano anche i preziosi paliotti in tessuto, pannelli decorativi destinati a rivestire la parte frontale dell’Altare Maggiore. Si tratta di manufatti impreziositi da fini ricami e lavorazioni tessili che testimoniano l’antica arte del ricamo liturgico.
Una parte di questo patrimonio è oggi valorizzata nel Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine, in frazione Rivet di Pragelato, dove è stata allestita una scenografia con arredi e paramenti sacri provenienti proprio dalla chiesa di San Lorenzo. Tra gli oggetti esposti si distinguono l’inginocchiatoio con imbottitura e cuscino di colore rosso vermiglio e il paliotto dello stesso colore, caratterizzato da una pregiata stoffa con trame lavorate che riflettono la luce e impreziosita da ricami e applicazioni in filati d’argento, capaci di creare un raffinato contrasto con il fondo rosso.
Di particolare interesse è anche la storia del telino, un grande velo di lino bianco che la tradizione vuole fosse appoggiato sul copricapo dei fedeli quale gesto di rispetto e devozione durante la celebrazione eucaristica o in occasione della confessione. Un’antica consuetudine che rappresenta un segno tangibile della profonda spiritualità che ha caratterizzato per secoli la comunità di Traverses.
Proprio questo significativo simbolo della tradizione sarà riproposto in occasione della Festa Patronale di San Lorenzo, in programma lunedì 10 agosto 2026. Durante la Santa Messa delle ore 10.30, il telino tornerà ad accompagnare la celebrazione eucaristica, offrendo ai partecipanti l’opportunità di riscoprire un gesto di fede tramandato nel tempo e di rinnovare il legame con la storia e le tradizioni della comunità pragelatese.

La Chiesa di San Lorenzo restaurata grazie all’8xmille
La chiesa di San Lorenzo rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura religiosa dell’Alta Val Chisone, costituendo da secoli un punto di riferimento visivo e identitario per il territorio. L’edificio attuale, risalente al 1688, sorge su una preesistente cappella del XVII secolo e rispecchia i canoni delle chiese alpine della zona, con aula unica, copertura in lose e pronao protettivo.
Negli ultimi anni la parrocchiale è stata oggetto di importanti lavori di restauro. Prima dell’intervento, la struttura mostrava gravi criticità strutturali e un diffuso degrado: lesioni alle volte, cedimenti delle strutture lignee del tetto, infiltrazioni meteoriche e umidità di risalita.
Il piano di risanamento conservativo – sviluppato dall’architetto Luca Audibert, dallo Studio AR-TE (architetti Patrizia Alliaud e Paolo Genero) e dall’Ing. Picotto (Studio Sia) – è stato eseguito dall’impresa Gianni Bertin nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza.
I lavori principali hanno riguardato il consolidamento delle fondazioni, realizzato mediante micropali e travi in cemento armato in corrispondenza del campanile e dei muri perimetrali per contrastare i cedimenti; la messa in sicurezza di volte e orditura con l’impiego di geomalte strutturali, reti in fibra di basalto e tiranti metallici. La rimozione dei detriti ha inoltre rivelato un forte cedimento delle capriate lignee, subito rinforzate con piastre e profili metallici sagomati; il recupero delle facciate e dei dettagli storici: le indagini stratigrafiche hanno permesso di ripristinare la cromia originaria giallo ocra chiaro a base di calce. Sono stati restaurati la meridiana ottocentesca, le iscrizioni sul campanile, i serramenti e il portone d’ingresso originale.
L’opera ha comportato un investimento complessivo di 568.000,00 euro, reso possibile grazie a una sinergia di fondi: dalla CEI (8xmille) sono arrivati 429.017 euro, a cui si sono sommati 32mila euro della Fondazione CRT e 115.177 euro di fondi della Parrocchia (grazie alla generosità dei parrocchiani e alla vendita di un immobile).
Se verranno intercettate nuove risorse, il progetto potrà essere completato in futuro con il restauro delle decorazioni interne e della meridiana sulla facciata laterale, la pavimentazione in pietra del vialetto d’ingresso e la creazione di un parco della “memoria” nell’ex cimitero, completando così la valorizzazione di questo prezioso frammento di memoria collettiva montana.
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