Rendere Porte un punto di riferimento per lo sport e la cultura dell’inclusione. Questo l’obiettivo ambizioso del progetto Sport Inclusion, che ha preso il via lo scorso 25 ottobre nella palestra “Il Podio” al Malanaggio con la proposta della “pallavolo inclusiva”.

Marco Tealdo, già tra i promotori del progetto “Pinerolo For Disable”, che ha fatto del calcio uno strumento di socializzazione e integrazione per gli atleti disabili, spiega: «Siamo partiti analizzando le esigenze del territorio e ci siamo accorti che mancava uno spazio sportivo non competitivo dedicato ai ragazzi con disabilità a cui magari non piace il calcio. Così è nata l’idea di proporre a ragazzi con disabilità intellettiva, relazionale (e anche fisica) delle attività ginniche propedeutiche a sport di squadra, in special misura alla pallavolo». L’iniziativa, nata nel segno dell’inclusione grazie alla Cooperativa Sociale “Il raggio” e all’Associazione Sportiva “Nessuno escluso”, almeno per ora non si pone obiettivi agonistici ed è aperta anche «ai parenti e agli educatori dei ragazzi e magari ad altri che volessero unirsi».

Come testimonia l’esperienza del Pinerolo FD, anche “Sport Inclusion Porte” – questo il nome del progetto  – intende proporre un’offerta dall’alto profilo professionale: «Bisogna superare l’idea che per fare qualcosa per i disabili, basta la buona volontà. Ciò che viene loro proposto deve invece avere un alto grado di professionalità, senza improvvisazioni». A motivo di ciò, «accanto a Gianluca Gallina (ndr già figura fondamentale per il Pinerolo FD) – continua Tealdo – abbiamo voluto ci fossero due pallavoliste della Eurospin Ford Sara Pinerolo, come Silvia Fiori e Jennifer Boldini. Gianluca, da buon dottore in scienze motorie, avrebbe potuto insegnare l’abc del volley, ma le due giocatrici di A2  sicuramente garantiranno una competenza superiore».

 

La stessa serietà richiesta ai formatori è un requisito anche per i partecipanti al corso: «L’esperienza del calcio ci ha fatto capire quanto sia importante pretendere dai ragazzi con disabilità una disciplina da atleti: costanza e impegno sono essenziali. Non vanno considerati e trattati da “poveretti”, solo così potranno aumentare la consapevolezza della loro dignità come atleti e come persone». Volendo offrire il meglio a chi prende parte al progetto, naturalmente occorre tener conto dei costi: «L’obiettivo per gli anni a venire è di rendere il progetto capace di autosostenersi (chiedendo però sempre quote minime ai ragazzi), grazie al sostegno di privati e, perché no, di enti pubblici. Quest’anno, grazie alla sponsorizzazione della Banca Generali, le spese – dall’affitto della palestra ai rimborsi (minimi) per gli istruttori – sono state coperte quasi del tutto».

Un ringraziamento particolare Marco lo rivolge a Fabrizio Giai de “Il Podio Sport”: «Suo è il merito di aver trovato le coperture economiche. È un bell’esempio di imprenditore che ha messo le sue competenze e conoscenze a servizio di un’opera di sensibilizzazione a vantaggio di chi ha minori opportunità». Alla pratica sportiva, i promotori del progetto intendono affiancare incontri culturali e seminari che riescano ad eliminare il pregiudizio sociale che ancora circonda la disabilità: «L’approccio sportivo garantisce una maggiore forza mediatica, ma il nostro sogno è trasformare l’impianto di Porte in un polo capace di sviluppare sul territorio una cultura dell’inclusione».

Chi volesse saperne di più, può chiamare i numeri 347.057.40.16 – 340.614.83.04 – 338.165.97.11.

GUIDO ROSTAGNO