Per una persona sessant’anni  sono un traguardo importante. Per un negozio sono purtroppo invece un evento sempre più raro. Da festeggiare.

E così ha fatto il 5 luglio la Nebiolo snc, un’attività familiare che nel campo degli apparati e sistemi televisivi si è fatta conoscere ben al di là di Porte, paese dov’è nata e a cui resta molto legata, prova ne sia che l’attuale titolare Paolo Nebiolo è anche presidente della Pro Loco. «Lavoriamo molto in tutto il Piemonte e non solo – spiega Paolo -. Ma addirittura, un nostro progetto per un impianto di ricezione satellitare (dei canali americani) è stato realizzato nelle isole Figi, grazie a un nostro cliente capitato laggiù». Persino Londra e in Danimarca ci sono testimonianze dell’abilità di Nebiolo. «Anche in Mozambico – aggiunge Paolo, con una punta di orgoglio – ci siamo occupati delle comunicazioni per la missione dei nostri militari negli anni ‘90».

Risultati prestigiosi a cui, probabilmente, Mario Nebiolo non pensava nel 1959 quando aprì il suo negozio di radio e tv, occupandosi anche di riparare e, perché no, costruire gli apparecchi. Una bella avventura per un ventiduenne appena diplomato alla Scuola Radio Elettra, mentre lavorava in fabbrica. Nell’impresa Mario fu assistito inizialmente dai genitori, già custodi della fabbrica Martin e in seguito dalla moglie Rita e dal figlio («avevo 14 anni – ricorda Paolo – quando preparai il mio primo impianto»). Altri tempi «Porte era piena di negozi – racconta Mario -. Non come ora che sono rimasti in pochi». Un’epoca eroica: «Per lavorare mi costruii da solo i miei primi strumenti di misura, l’oscilloscopio, il provavalvole…».

Ma per i Nebiolo più che un lavoro il loro, è una passione: «Mio padre, anche se in pensione – spiega Paolo –, continua a lavorare perché gli piace e lo fa pienamente in regola versando (e saranno ormai almeno sessantacinque anni) i contributi». Trattandosi di una passione, non si conta il tempo dedicato ad aggiornarsi o meglio «A sperimentare e approfondire le tecnologie che usciranno tra cinque anni: se uno si ferma a oggi, è già in ritardo!» Una mentalità questa che ha portato la ditta dai primi sistemi per la ricezione tv (quando di canale ce n’era solo uno) alle attuali tecnologie numeriche: «tra le maggiori soddisfazioni abbiamo presentato alla fiera Tuttomele del 1995 il primo ricevitore radiofonico digitale ADR: l’unico in Italia!»
A volte però l’essere un passo avanti può incontrare qualche resistenza “politica”. Lo testimonia la vicenda vissuta da Nebiolo, quando insieme ad altri al principio degli anni ’70 portò nella provincia di Torino la televisione a colori realizzando la rete di distribuzione della Televisione Svizzera Italiana: «Nacque un contenzioso col ministero delle telecomunicazioni. Probabilmente non vedeva di buon occhio – fino al 1976 la Rai faceva riferimento direttamente al governo – che ci fosse una TV terza a dare le notizie. Quando la diffusione delle televisioni locali rese inutile “contrastare” la diffusione della TV Svizzera, la situazione si risolse».

Tra gli episodi curiosi della carriera dei Nebiolo, Paolo ricorda: «Nel 1990 la pro loco di Prali ci chiese di far in modo che si ricevesse RAI 3 (ndr c’erano i mondiali e alcune partite le trasmetteva la terza rete) – in genere per i lavori disperati la gente chiama noi -. Riuscimmo a risolvere i problemi di ricezione, intercettando il segnale della RAI di Milano». Qualche mese dopo, però, l’impianto si guastò. «Ci sembrava strano, ma ci incamminammo (e proprio il caso di dirlo perché il ripetitore agli Indiritti si poteva raggiungere solo a piedi) e trovammo il cavo tranciato e la cabina piena di foglie, nel ripulirla dei ghiri che ne avevano fatto la loro tana ci saltarono in testa, mettendoci in fuga. Così oltre a riparare i danni, l’esperienza insegna, abbiamo messo delle grate a prova di ghiro».

GUIDO ROSTAGNO