Nel pomeriggio di venerdì 5 ottobre, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, è stato inaugurato il nuovo reparto (16 posti) di Continuita’ Assistenziale a Valenza Sanitaria (CAVS) attivato al primo piano della struttura dell’ex Ospedale Valdese di Pomaretto.

Oltre all’assessore Saitta e al Direttore Generale dell’ASL TO3 Flavio Boraso erano presenti numerosi amministratori locali – i sindaci Danilo Breusa (Pomaretto), Laura Zoggia (Porte), Marco Cogno (Torre Pellice), i vicesindaci di Perosa e Perrero, Valter Bruno e Laura Richaud, il consigliere regionale Elvio Rostagno -, Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese e il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero.

Nel suo intervento, Antonio Saitta, oltre a ringraziare la Tavola – che ha contribuito alla nascita del CAVS con 600 mila euro (in tre anni) di risorse dell’8×1000 -, ha ribadito l’importanza del servizio sanitario pubblico (nato quarant’anni fa) che «garantisce la stessa assistenza anche alle persone povere e di ogni colore». Eugenio Bernardini ha evidenziato sia il ruolo delle comunità e degli amministratori locali (come i sindaci di Torre e Pomaretto) a difesa dei presidi sanitari, sia come non sempre in passato gli assessori regionali di competenza abbiano dimostrato la stessa capacità di ascolto di Saitta. Il vescovo nel suo breve saluto ha ricordato ai presenti alcuni motivi di gratitudine su cui riflettere – dalla presenza di una preziosa struttura sanitaria al lavoro dei politici locali e regionali a tutela di questo patrimonio -.

I CAVS nascono, nelle intenzioni della Regione, per dare continuità ai percorsi assistenziali, dalla fase acuta alla riabilitazione, fino al ritorno a domicilio e operano in modo integrato sia con l’area ospedaliera (dedita al momento acuto della cura), sia con i servizi distrettuali, i Medici di Famiglia e le strutture residenziali del territorio.

Il nuovo reparto ospiterà in prevalenza pazienti anziani cronici non autosufficienti, pazienti con disabilità o affetti da patologie degenerative (pneumologiche, cardiologiche), pazienti che necessitano di cure palliative in fasi avanzate di malattia (non solo oncologica); problemi ortopedici. Al suo interno, oltre alle stanze di degenza, sono presenti tutti i locali tecnici di supporto (infermeria, ufficio del coordinatore infermieristico, sala medici, locali di servizio e deposito, locali di soggiorno e ristoro). Nell’area dedicata alle cure palliative sono presenti anche gli ambulatori del medico delle cure palliative e della psico-oncologia; l’ufficio dell’assistente sociale e del Nucleo di Continuità delle Cure; la sede dei volontari e dell’associazione “Mai Soli”. Le figure professionali che lavoreranno in queste strutture comprendono il Responsabile Clinico, il coordinatore infermieristico, sette infermieri, 11 operatori socio sanitari, mentre della gestione clinica si occuperanno un geriatra e un esperto in cure palliative.