Non bastassero le difficoltà create dal Covid, molti comuni devono affrontare questo periodo complicato con un personale a volte ridotto all’osso.

Caso emblematico è il comune di Porte. «In quest’ultimo periodo siamo stati messi molto sotto stress – rimarca la sindaca Laura Zoggia -. Già ci mancava la ragioniera (per cui al momento ci avvaliamo di una ditta di consulenza esterna), il vigile è andato in pensione e dal 1° dicembre la Polizia Municipale non ha più nessun dipendente».

Laura Zoggia, sindaco di Porte

Anche l’Ufficio Tecnico ha qualche problema: «è scaduta la convenzione con l’Unione per chi seguiva l’Ufficio, ora se ne occupa un architetto tre mattine alla settimana, ma siccome manca un dirigente che possa firmare gli atti, è il vicesindaco Sergio Gaido ad assumersi questa responsabilità (ndr soluzione possibile nei comuni più piccoli). Per il resto abbiamo la fortuna di avere una Segretaria comunale molto disponibile». A risolvere questa serie di inconvenienti, dovrebbero essere due concorsi già ben avviati (per un istruttore tecnico e uno amministrativo contabile): «Mancano gli esami orali per cui sono fiduciosa che a breve risolveremo questa situazione in modo che la nuova amministrazione (non si sa ancora la data delle elezioni) possa da subito iniziare a lavorare a pieno ritmo».

Michel Bouquet, sindaco di Fenestrelle

Nell’immaginario il lavoro nel “pubblico” appare qualcosa di ambito, ma non sempre è così. Il sindaco di Fenestrelle, Michel Bouquet, sottolinea un paradosso: «Cerchiamo personale per il nostro comune, ma fatichiamo a trovarlo. Spesso un impiegato sta da noi per un certo periodo, poi partecipa al concorso di un altro comune, lo vince e se ne va. Anche se i servizi non mancano (abbiamo scuole, banca, asilo nido, una buona connessione internet), paghiamo un pregiudizio nei confronti dei comuni montani che colpisce anche altri settori: ci sono attività economiche in paese che avrebbero bisogno di personale e non riescono a trovarlo! Ci vorrebbe una battaglia culturale per rivalutare i paesi montani (che durante il lockdown hanno mostrato i loro vantaggi!) e magari qualche incentivo da parte dello Stato».

Nadia Brunetto, sindaco di Perosa

Se i piccoli comuni annaspano, non sempre quelli relativamente più grandi stanno meglio. «I nostri comuni – spiega Nadia Brunetto, sindaca di Perosa Argentina – non possono più, dati i costi, permettersi un segretario comunale tutto per sé (ndr il discorso vale anche per altre figure dirigenziali) per cui si fanno delle convenzioni. Molti segretari però non fanno convenzioni per poche ore (per evitare di avere tanti comuni). Se noi abbiamo la fortuna di avere una Segretaria che viene da noi 4 ore, va a Pomaretto e a Piscina per altrettante ore, oltre che a Cumiana, Volvera, spesso non ci sono segretari liberi per i piccoli comuni. Sia perché non si fanno concorsi, sia perché i segretari possono man mano fare carriera e passare in quelli più grandi in cui fare tutte le loro ore con più personale di segreteria e degli altri Uffici in organico… tanto le procedure e gli adempimenti sono sempre gli stessi a Perosa come a Milano o Roma».

Il municipio di Perosa Argentina

Ad aggravare il tutto le difficoltà portate dal Covid nel portare avanti nuovi concorsi: «Noi ad esempio – prosegue Brunetto – dobbiamo ancora sostituire dei pensionamenti del 2019 e speriamo di riuscirci quanto prima, ma non ci sono procedure semplificate per i comuni piccoli». Neppure la tanto decantata digitalizzazione sembra ad ora la soluzione in quanto «non ha prodotto vantaggi perché sovente la stessa pratica va fatta su portali diversi, di ministeri diversi, che tra di loro non si parlano quindi il personale deve fare il lavoro doppio!»

Marco Bussone, presidente nazionale Uncem

E ad aggiungere sale sulle ferite, la notizia comunicata recentemente dal presidente di Uncem (Unione Comuni ed Enti Montani), Marco Bussone, «di oltre tredicimila posti nel settore pubblico – aggiunge Nadia Brunetto – che verranno a breve messi a bando: tutti destinati a Roma…»

GR