Tra le altre cose, la manovra di bilancio approvata dal parlamento lo scorso dicembre prevede che 29 milioni di euro “risparmiati” dall’Agenzia Torino 2006 tornino nella disponibilità dello stato, sollevando non pochi malumori negli amministratori piemontesi – «uno scippo olimpico», aveva commentato l’allora presidente della Regione, Sergio Chiamparino -. La speranza era e rimane quella di poter utilizzare tali risorse per investimenti a sostegno delle aree montane olimpiche.

Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato

Al riguardo Giorgio Merlo, già parlamentare e ora sindaco di Pragelato, prende una posizione decisa: «Che il il cosiddetto “tesoretto olimpico” resti in Piemonte dovrebbe essere un fatto scontato. Ma, vivendo in una stagione politica sempre più allegra e sconclusionata, può capitare di tutto. Comunque sia, è decisivo come si utilizzano quei fondi frutto della gestione delle Olimpiadi di Torino 2006. La destinazione delle risorse ai Comuni olimpici – Via Lattea, pinerolese e Val Susa – dovrebbe essere la bussola che orienta il comportamento dei legislatori. 29 milioni di euro, del resto, sono e restano fondamentali per gli investimenti in queste aree e sarebbe decisamente curioso, nonché singolare, se venissero destinati ad altri territori e in altri luoghi. Penso, e spero, che su questo versante ci sia una convinta e determinata convergenza politica e istituzionale di tutti i parlamentari piemontesi».