Senza dubbio a trent’anni si è giovani. Eppure nel caso dell’AVASS valli Chisone e Germanasca i decenni iniziano a pesare e si avverte il bisogno di nuove forze. E si chiede aiuto.

Racconta lo storico presidente, Remo Laggiard: «Siamo nati nel 1988 a Villar Perosa, appoggiandoci all’AVASS di Pinerolo – grazie al consiglio dell’allora presidente Elvio Rostagno -, per fornire un servizio di assistenza domiciliare di cui nelle valli c’era bisogno». Così dopo un corso di formazione – recarsi a casa di qualcuno, anche se per aiutarlo, necessita non solo di buona volontà, ma anche di sensibilità e preparazione verso l’assistito -, prese piede l’Associazione Volontari dell’Assistenza Socio-Sanitaria. Dapprima i volontari si occuparono di «far compagnia agli anziani, accompagnarli a far la spesa o in ospedale, seguirli nelle pratiche sanitarie». Poi dalle cure domiciliari, grazie all’adesione di volontari dai paesi vicini, si estese l’impegno anche alle case di riposo: «al Cottolengo di Pinasca, all’Asilo dei Vecchi a San Germano, all’ospedale di Pomaretto, proponendo attività di animazione, di assistenza durante i pasti (ad esempio imboccando gli ospiti delle strutture) o semplicemente passando del tempo insieme per tener compagnia ai ricoverati».

L’AVASS si muoveva su «segnalazione delle parrocchie, dei servizi sociali o, anche, su richiesta di privati cittadini. Poi furono stipulate convenzioni prima con l’ASL, poi con la Comunità Montana», che nelle valli seguiva, come fa oggi l’Unione dei Comuni, i servizi socio-assistenziali. Negli anni, grazie al lavoro dei volontari – «arrivati ad essere 84 nel 2009» -, l’associazione ha prosperato, si è resa autonoma da Pinerolo e nel 2005, insieme alla Comunità Montana, ha dato avvio al servizio del “Vengo a prenderti”, un’eccellenza per il territorio che consente, tramite l’AVASS, «di accompagnare gli utenti da casa all’ospedale (e ritorno), ma anche di assistere le persone nelle prenotazioni, nelle visite e negli esami». Il tutto in cambio di un semplice rimborso spese da parte dell’ente («qualcuno non lo vuole neanche», precisa Laggiard), che copre i costi di spostamento del volontario per raggiungere l’auto del “Vengo a prenderti” (e nulla più). Migliaia di “missioni” ogni anno, oltre un milione di chilometri percorsi dalle tre auto del servizio e «mai un incidente, solo purtroppo parecchie multe: c’è poca elasticità da parte di chi sanziona: spesso non possiamo lasciare gli assistiti lontano dall’ospedale e lì non c’è parcheggio».

Una vettura del “Vengo a prenderti”

Una bella esperienza che sembra entrata un po’ in crisi. «Come associazione non abbiamo problemi economici, anzi… Soffriamo però della mancanza di ricambio. L’età media dei volontari è molto alta e questo limita i nostri servizi. A ottant’anni c’è chi non se la sente più di affrontare il traffico di Torino».

Nel mese di novembre partirà un corso di formazione per volontari dal significativo titolo: “Grazie per il dono di un po’ del tuo tempo” allo scopo di reclutare nuove leve. Un impegno – bisogna esserne consapevoli – da non prendere a cuor leggero: «Darsi disponibile, ad esempio, per giocare a carte all’ospizio e poi non andare, significa deludere chi aspetta facendo conto sulla compagnia di qualcun altro».

La sede dei tre incontri, organizzati dall’AVASS e dall’Unione dei Comuni, sarà la “Piccola Casa della Divina Provvidenza” (Cottolengo) di Pinasca. Martedì 6 novembre (ore 20:30) al primo appuntamento, insieme allo stesso Laggiard e a Laura Zoggia, interverrà anche Derio Olivero, vescovo di Pinerolo. Il 16 novembre i relatori saranno Tiziana Alchera e Biagio De Leo, mentre venerdì 23 novembre a concludere la formazione dei volontari saranno le assistenti sociali Laura Bina e Susanna Paolasso. Per informazioni: 0121.514.976 – 340.07.88.429 – 347.35.14.642.

Laggiard, nonostante le attuali difficoltà, non perde la speranza e racconta: «Qualche giorno fa è morto improvvisamente Lucio Fossat, un volontario di Porte, che la settimana prima aveva svolto tre servizi. Parlando al funerale, auspicavo che qualcuno si facesse avanti per prenderne il posto. E prontamente il giorno dopo una persona si è data disponibile».

GUIDO ROSTAGNO