Se in tempi normali non mancano le persone bisognose di aiuto per sopravvivere, la crisi determinata dal coronavirus (e dai provvedimenti per limitare il contagio) ne ha portati altri.

Per affrontare quest’emergenza diversi comuni della val Chisone hanno pensato di appoggiarsi alla Caritas Valli Chisone e Germanasca, che vanta un’esperienza pluriennale nel settore dell’assistenza ai bisognosi. Il responsabile della Caritas VCG, Mauro Clot spiega: «Siccome per i voucher con i fondi stanziati dal Governo ci andrà ancora del tempo e se uno ha fame deve poter mangiare ora, è stato naturale creare degli accordi di collaborazione con i comuni: noi mettiamo il nostro know-how e i nostri magazzini (un po’ in sofferenza da quando non ci sono più messe e non si sono più fatte le raccolte di alimenti); i comuni intervengono poi per l’acquisto e la distribuzione del cibo (c’è chi lo fa portare da dei volontari, chi dagli AIB o dalla Croce Verde) a domicilio». Uno dei punti fermi di queste collaborazioni è l’adozione di procedure snelle e veloci per individuare chi ha bisogno: «l’emergenza è adesso, non c’è tempo da perdere in troppa burocrazia».

L’assessore villarese Serenella Pascal

Nel comune di Villar Perosa «ci siamo appoggiati alla Caritas – spiega l’assessore Serenella Pascal – sia per il magazzino (dove depositiamo i prodotti raccolti) sia, soprattutto, per il magazziniere con la sua esperienza nello stoccare le derrate per genere e data di scadenza in modo da utilizzare al meglio le scorte». Scorte che il comune può acquistare grazie sia ai contributi offerti sul conto corrente IT79 Z020 0831 4800 0010 1553 069 (causale: Donazione per Emergenza Coronavirus) sia alla Spesa Sospesa: «In due esercizi commerciali di Villar (Alimentari Maura e Crai Zancanaro) è possibile acquistare sia dei buoni spesa sia, semplicemente, dei prodotti (meglio se a lunga conservazione) da lasciare in negozio per i bisognosi. Poi qualcuno dei «tanti volontari che hanno dato la loro disponibilità al comune passerà alla sera per ritirarli e portarli prima in magazzino e successivamente a chi ne ha bisogno».Tanto per beneficiare del buono spesa con fondi statali quanto per l’assistenza “alimentare” «sarà formata una graduatoria tra le domande presentate in comune». L’idea del comune è di premiare i più bisognosi con i buoni spesa statali, ma senza lasciare nessuno a sé stesso «vogliamo assistere anche chi non rientrasse in graduatoria, magari perché ha un piccolo reddito, che però non gli consente di vivere dignitosamente». La scelta del comune, che per «razionalizzare gli aiuti» sta lavorando insieme ai Servizi Sociali dell’Unione dei comuni, «è di non dare in mano soldi, ma solo alimenti o buoni spesa per soli alimenti».

Daniela Prot, vicesindaco di Pinasca

Anche il comune di Pinasca ha intenzione di collaborare con la Caritas. «Ma per ora – spiega il vicesindaco Daniela Prot – la cosa principale da fare è sapere su che numeri dobbiamo ragionare». Per questo è importante che chi è in condizioni di bisogno per effetto dell’emergenza Covid-19 presenti richiesta per beneficiare di “buoni spesa” per l’acquisto di generi alimentari: «I moduli si possono trovare sul sito comunale e inviate via mail, ma chi non ha la possibilità di farlo può presentare la domanda telefonicamente (0121.800.712 interno 3) e la firmerà al momento di ritirare il buono spesa». Non c’è una scadenza – «la crisi potrebbe durare ancora a lungo e qualcuno che ora ce la fa ancora, domani potrebbe aver bisogno di sostegno» -, ma proprio per avere un’idea del numero dei bisognosi l’indicazione è di presentare, in prima istanza, l’autocertificazione entro le 12 del 6 aprile in modo da avviare una prima fase di distribuzione. A bocce ferme entrerà in gioco la Caritas, anche se con modalità ancora da definire. «Dobbiamo costruire il progetto, ma abbiamo già delle idee – sottolinea il vicesindaco pinaschese -. Potremmo chiedere alla Caritas di mettere a servizio il loro magazzino e di gestire loro le borse aiuto (anche se per via delle norme anti-contagio in vigore per la consegna a domicilio delle borse dovremo continuare a fare affidamento sull’AIB). Un’altra delle idee è una raccolta fondi per la Caritas».

In realtà chi già adesso intendesse assistere la Caritas VCG, può farlo con un bonifico (causale “Offerta Caritas“) all’iban IT08P0335901600100000013324 (della parrocchia di Villar per la zona bassa valle), IT52N0306909606100000008101 (della parrocchia di Pinasca per la media valle); IT14U0200830730000003778810 (della parrocchia di Perosa per l’alta val Chisone e val Germanasca).