Da sempre il miele è un’eccellenza del territorio pragelatese. Tanto che già Goffredo Casalis nel suo “Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna” (XV volume del 1847) citava tra i prodotti di Pragelato il miele con una produzione di oltre 1200 kg. A Soucheres Basses nel 1937 venne addirittura istituita una stazione sperimentale di apicoltura collegata all’Università di Torino, divenuta poi Museo dell’Osservatorio Universitario di Apicoltura “Don Giacomo Angeleri”. Insomma quando si parla di miele, i pragelatesi qualche credito lo possono vantare.

Proprio per difendere questo prodotto rinomato dai tentativi di contraffazione, nel 1973 nacque, promosso dall’allora sindaco Alex Berton, il Consorzio Apicoltori Pragelato, che comprende una quindicina di piccoli produttori locali. «Per farne parte – spiega il presidente del Consorzio, Luca Audibert – occorre essere proprietari di terreni e smielare (ndr prelevare il miele dai favi dell’alveare) nel comune di Pragelato». Chi si adegua a questo disciplinare può fregiarsi di un marchio riconosciuto, l’etichetta del Consorzio. «In totale la produzione di miele si aggira sui tremila kg grazie a 250 famiglie di api. E al lavoro degli apicoltori che si può stimare «in una decina di ore per alveare».

Luca Audibert con gli attestati ottenuti al concorso “3 Gocce d’Oro”

Nel corso dello scorso anno, il Consorzio ha incoraggiato i suoi membri a prendere parte a diversi concorsi in giro per la regione e per tutta la penisola. «Alla base di questo invito – racconta Audibert – la volontà che i nostri mieli venissero valutati da autorità terze che ne certificassero le qualità». E i risultati non hanno tardato ad arrivare. Nella prestigiosa rassegna “3 Gocce d’oro – Grandi mieli d’Italia” -, svoltasi in provincia di Bologna nel settembre 2019, a cui hanno partecipato oltre mille mieli da tutte le regioni d’Italia, il miele di Pragelato è stato premiato nella sezione “Millefiori di alta montagna delle Alpi” con una goccia d’oro per quello di Carlo Passet, e con due gocce d’oro a quello del presidente Audibert. «I due campioni che ho portato sono stati valutati da una giuria di esperti – iscritti all’albo degli assaggiatori di miele – che ci hanno assegnato il punteggio più elevato tra tutti i mieli millefiori del Piemonte». Un primato che porterà Luca Audibert a rappresentare il Piemonte nella sezione “I mille mieli, i millefiori“, in una sorta di campionato italiano del miele. «I finalisti di questa sezione sono uno per regione e parteciperanno alla seconda fase del concorso, che si terrà alla fiera Apimell di Piacenza in programma dal 6 all’8 marzo (ndr poi rinviata al 3-4-5 aprile per via dell’emergenza sanitaria Coronavirus)». Stavolta non saranno più degli esperti a fare da giudici. «I mieli delle venti regioni saranno suddivisi in modo casuale a gruppi di cinque e fatti assaggiare da dei consumatori abituali di miele» Sulla base di questo giudizio popolare saranno premiati i tre mieli millefiori italiani più graditi. «Io e la mia famiglia, in ogni caso, scaramanticamente ci saremo», sottolinea Audibert.

Comunque vada, la soddisfazione della finale è già un premio per la passione di Luca, che di mestiere fa l’architetto. Un amore per le api ereditato dal nonno. «Che fu uno dei primi ad aderire al Consorzio, fino al 1989 quando smise per via dell’età. Nell’estate dopo il mio esame di maturità, io che già lo aiutavo, decisi di provare a ricominciare. Per alcuni anni il nonno mi aiutò, poi ho continuato da solo, cercando sempre di aggiornarmi e migliorare».

GUIDO ROSTAGNO