L’8 marzo è una data simbolica, ma dopo un secolo di Giornata Internazionale della donna il tema del rispetto e dei diritti femminili dovrebbe essere un dato di fatto. Nel comune di Porte certamente lo è. Anche grazie alla sindaca Laura Zoggia, che spiega: «Quando una donna sale alla guida di un’amministrazione il minimo che può fare è lasciare nel suo operato delle tracce al femminile». E in 25 anni da consigliera comunale e poi da prima cittadina di tracce ne sono state sparse.

Laura Zoggia, sindaca di Porte

La prossima (quando l’emergenza coronavirus sarà scongiurata) sarà l’inaugurazione de “La Panca Rossa” dedicata alle vittime di tutte le violenze di genere. «Si tratta di un’iniziativa della Pro Loco – racconta la sindaca – da un’idea di Nicoletta Rivoira: è bello e significativo che sia stata un’associazione a prendere questa iniziativa». La panca è stata posizionata presso la fontana di Piazza Martiri, nella zona alberata di fianco al municipio che già ospita il “Monumento alle Donne della Resistenza”, altro segno dell’attenzione portese – sono pochissimi in Italia – per le donne (monumento fortemente voluto dal compianto ex sindaco Giancarlo Griot).

Dal 2008 Porte ospita nei locali accanto alla sala consiliare un unicum, la Biblioteca delle Donne “Lidia Poet” (la prima italiana laureata in giurisprudenza): «si tratta della prima biblioteca di genere in Italia che contiene una raccolta di oltre mille volumi tutti scritti da donne e per le donne (e per gli uomini che vogliano ». Dopo anni di onorato servizio, l’attuale sede ha mostrato qualche limite: «L’apertura della biblioteca è vincolata agli orari del comune (ad esempio non il sabato, giorno in cui molti potrebbero andarci), per cui abbiamo in progetto di ricollocarla nel locale dove c’era il dispensario della farmacia, presso la scuola e sotto la biblioteca comunale». Sperando così di aumentare il numero di utenti, «ora per lo più sono studenti che preparano tesi sul mondo femminile». E negli spazi lasciati liberi in municipio, potrà allargarsi l’archivio comunale.

Ma Laura Zoggia sta già lavorando a un’altra idea, naturalmente, al femminile. «Dopo che l’associazione Svolta Donna Onlus (che avevo promosso per aiutare le donne vittime di violenza) è confluita in un’associazione più grande ed è diventata diversa da come era stata pensata, ho sempre desiderato rimettere in piedi qualcosa nel pinerolese per venir incontro alle esigenze delle donne». Più che un’associazione il nuovo progetto intende proporsi «come una specie di sportello sociale dove le donne possano recarsi non solo per problemi legati ai maltrattamenti, ma per poter parlare della loro salute, di lavoro e anche solo per condividere del tempo insieme».

Il Vescovado di Pinerolo

Ad occuparsi dello sportello, sarebbero persone preparate, «volontari che già operavano in Svolta Donna». Come sede fisica dello sportello, «alcuni mi avevano consigliato di chiedere l’appoggio della chiesa valdese, ma il vescovo Derio, con cui ho parlato del progetto, si è dato disponibile a metterci a disposizione una stanza all’interno del Vescovado. A breve ci troveremo per definire meglio gli aspetti logistici». Il sogno di Laura «era di prepararmi qualcosa da fare al termine del mio mandato da sindaco (ndr che scade a metà 2021)», ma probabilmente la nuova esperienza partirà prima, «così finito di fare l’amministratrice saprò subito cosa fare!»

GUIDO ROSTAGNO