Narra la leggenda di una specie di capra, il dahù, dotata dall’evoluzione di zampe più corte sul suo lato a monte per adattarsi ai pendii scoscesi delle montagne.

Al di là del mito, nel nome del dahù alcuni comuni della val Chisone si sono accordati per creare un marchio che renda riconoscibile il loro territorio. Lo spiega bene Andrea Garavello, sindaco di Perosa: «Già da qualche anno stiamo pensando a una connotazione che ci caratterizzi. Il marchio “Terre del Dahù” ha l’obbiettivo di proporre ai turisti amanti della montagna un’offerta che vada dai sentieri ai prodotti artigianali ed eno-gastronomici». In particolare «intendiamo valorizzare – insieme ai comuni di Pomaretto, Roure e Fenestrelle – una serie di sentieri, percorribili a piedi o in bici, che si svilupperanno per circa 40 chilometri». Queste vie, articolate come le piste dello sci di fondo in anelli concentrici, «permetteranno di affrontare camminate o pedalate adatte alla preparazione e all’età di un pubblico variegato». Lungo i percorsi saranno installate, a mo’ di segnavia, delle sagome di dahù, panche e tavole come punti ristoro e, rendendo omaggio alle sempre più diffuse biciclette a pedalata assistita, «delle colonnine per la ricarica delle e-bike». A sostenere i costi dell’attrezzatura e del recupero dei tracciati «saranno dei finanziamenti europei, infatti Perosa, come capofila, insieme agli altri comuni, ha partecipato a un bando del Gal (ndr Gruppo di Azione Locale, che gestisce contributi erogati dall’Unione Europea) “Escartons e Valli valdesi”, che ha garantito al progetto “Terre del Dahù” 80 mila euro». Un ulteriore elemento tecnologico ne arricchirà l’offerta: «Sarà possibile scaricare sul cellulare la App “scopri il dahù” grazie alla quale, grandi e piccini potranno giocare a “catturare” nella realtà virtuale (come in “Pokemon go”) non solo i dahù, ma anche, con un risvolto didattico, tanti altri animali della fauna alpina».

Il sindaco di Perosa Argentina, Andrea Garavello con Fabrizio Bertalotto, presidente dell’Associazione Poggio Oddone (organizzatrice di Erbeinfiera)

Oltre che per gli appassionati delle camminate, il dahù diventerà un punto di riferimento anche per i buongustai e gli amanti dell’artigianato. «L’idea – prosegue Garavello – è di creare un paniere di prodotti tipici marchiati “Terre del dahù”, dando un valore aggiunto al nostro patrimonio enogastronomico. Abbiamo già il salame (triangolare!) e il dolce del dahù, ma potremmo dare il marchio anche a un formaggio o alla birra, magari da servire in bottiglie o boccali oblique, come l’andamento delle zampe del dahù». A dare seguito alle intenzioni, domenica 17 marzo, nel corso della manifestazione “Erbeinfiera” è stato assegnato a un formaggio fresco il titolo di “Morbidosa del Dahù perosino”.

Per far conoscere l’iniziativa ai produttori agli artigiani dei paesi coinvolti, si sono tenuti due incontri (a Perosa e a Castel del Bosco). Secondo il sindaco di Roure, Rino Tron: «La riunione è stata partecipata e costruttiva, sono emerse idee interessanti da adottare nel regolamento per il marchio». Tron crede nel progetto: «è importante far conoscere quello che abbiamo; in particolare a Roure, oltre ai sentieri, vorremmo valorizzare e far visitare i nostri mulini». Anche il giudizio di Michel Bouquet, primo cittadino di Fenestrelle, è positivo: «Unire le nostre forze è importante: da soli forse siamo più veloci, ma insieme siamo più forti». Bouquet intende coinvolgere «anche le associazioni del Forte e “La valaddo”» e riportare la biblioteca presso le scuole – che sono lungo il sentiero interessato dal progetto – «per farla diventare un punto di riferimento per il turismo».

GUIDO ROSTAGNO