Come molti altri calciatori della Juventus della sua epoca, un tratto della vita di Scirea si è intrecciato con Villar Perosa, allora sede dei ritiri precampionato.

Franco Minetto, amministratore pubblico e responsabile del Gruppo Sportivo RIV ai tempi dell’avvocato Agnelli, lo ricorda, in linea con l’immagine pulita sempre associata al campione bianconero: «Era umile e silenzioso – anche se quando parlava, tutti lo ascoltavano – e molto amico con Dino Zoff, anche lui un tipo taciturno». Finiti gli allenamenti, Scirea non era tra quelli che correvano dietro alle signorine – «per farlo Haller addirittura attraversava il Chisone in secca» -, né tra quelli dediti al biliardo e alle carte: «Amava osservare i compagni che giocavano al tavolino. Molte volte mi è capitato di giocare a scopa in coppia con Trapattoni contro Causio e Zoff; Gaetano ci guardava e si divertiva bonariamente a prendere in giro Zoff, suo grande amico e compagno di stanza».

Franco Minetto

A Minetto torna alla mente un piccolo incidente tra la compianta moglie Livia e la gloria juventina: «I calciatori alloggiavano all’albergo (che oltre a loro ospitava solo la segretaria dell’Avvocato, la signora Baroncini col marito) e spesso scendevano a piedi per andare al vecchio cinema RIV (ndr dove ora c’è un supermercato a lato della provinciale), passando davanti a casa mia: un giorno mia moglie uscendo di corsa incespicò e cadde addosso ad alcuni calciatori di passaggio. Uno di questi era Scirea che cercò di frenare la caduta di Livia per poi soccorrerla – aveva battuto la testa – e riaccompagnarla in casa». Minetto ricorda poi che «Scirea chiese notizie della salute di Livia a Costantino, il gestore dell’albergo, un segno di attenzione che denota la statura della persona!»

Una cartolina ricordo (foto comune di Villar Perosa) della tradizionale partita Juve A- Juve B

In un’altra occasione «le suore del Santo Natale, che gestivano la colonia RIV di Pra Martino, invitarono i giocatori della Juve a far loro visita per rallegrare gli ospiti della colonia (in maggior parte i figli dei dipendenti degli stabilimenti di Airasca, Torino, Massa e Cassino). Furono in tre ad accettare l’invito, sicuramente Scirea e, mi pare, Spinosi e Marchetti. Li caricai sul mio maggiolone Volkswagen  – quello al cui volante la signora Baroncini mi raccomandava di non farmi vedere dall’Avvocato! – e li portai su alla colonia (ora purtroppo abbandonata) dove furono accolti calorosamente». Un luogo, questo, che ai calciatori era noto per altre ragioni: «Giovanni Trapattoni era un sostenitore della corsa in mezzo alla natura. Spesso affittava un pulmino dalla Sapav per portare la squadra sul piazzale di Pra Martino, da dove li faceva partire di gran carriera sulla strada verso San Giuliardo e la Fraita».

Una cartolina dell’albergo-ristorante di Pra Martino

Seguendo il filo dei ricordi, Minetto ricorda quando Agnelli stava per fare di Villar Perosa il centro sportivo della squadra: «Quella volta Gianni Agnelli, che era sindaco, sospese il consiglio comunale per farci illustrare da Boniperti il progetto di fare di Villar la “Milanello” juventina. L’idea piacque a tutti, tranne a donna Marella che, temendo di veder rovinata la sua “oasi di tranquillità”, convinse il marito a recedere dall’idea. Un peccato per Villar».

In una foto tratta dal sito del comune di Villar Perosa, un’immagine dall’alto del paese e del campo sportivo, ora dedicato a Gaetano Scirea

Nel tempo il legame tra il paese e la squadra si è via via allentato, ma il bel ricordo lasciato da Gaetano Scirea ha portato, qualche anno fa, l’amministrazione villarese a intitolare il campo sportivo proprio al campione scomparso.

GUIDO ROSTAGNO