Ricerca medica e violenza sulle donne, due temi su cui il Comune di Fenestrelle vuole sensibilizzare i cittadini grazie a delle panchine colorate, che saranno spostate in luoghi diversi del paese.

 

Non è certo una novità che un comune inauguri una panchina colorata per sensibilizzare i cittadini intorno a qualche tema (violenza sulle donne, malattie rare, ecc.).

Panchine itineranti

Nuova però è l’idea del Comune di Fenestrelle, che ha pensato a delle panchine “itineranti”. Se in genere, infatti, una panca viene fissata e diventa in qualche modo un elemento fisso di un ambiente, la scelta dell’amministrazione di Fenestrelle è stata differente.

Un messaggio per tanti luoghi

«La scelta – confessa il sindaco Michel Bouquet – è nata quasi per caso. Volevamo anche noi come altri comuni delle panchine “significative”, ma eravamo incerti su dove posizionarle. Poi ci siamo detti: “ma perché una panchina deve veicolare un messaggio solo in un luogo?” Così abbiamo preferito far realizzare delle panchine abbastanza leggere da poter essere spostate da due persone e caricata sulla nostra Apecar!»

 

Una panchina rossa e una viola…

Le panchine in programma sono quattro, ma al momento sono due quelle inaugurate: «il 28 febbraio, giornata mondiale delle malattie rare, abbiamo collocato nel municipio una panchina viola per sensibilizzare sulla sindrome Fibromialgica, mentre l’8 marzo (Giornata Internazionale della Donna) è stata la volta di una panchina rossa per tener viva l’attenzione sulle varie forme di violenza subite dalle donne».

 

… insieme davanti al cippo ai Caduti

E come da programma le due panchine hanno già iniziato a “spostarsi”: «Per la commemorazione in occasione dei campionati delle truppe alpine (CaSTA) tutte e due le panchine le abbiamo messe davanti al cippo ai Caduti. Nei prossimi mesi le panchine, a rotazione, saranno collocate nelle varie frazioni del Comune e, soprattutto, quest’estate durante le manifestazioni che ci saranno testimonieranno come il rispetto per le Donne e il sostegno alla ricerca sulle malattie rare devono essere un’attenzione quotidiana e non di un solo giorno l’anno».

GR