Non è stato certo un primo maggio di festa per i lavoratori del Pracatinat BM. Dopo mesi in cui l’incertezza non li aveva distolti dall’usuale impegno, prima di Pasqua hanno deciso di farsi da parte. Un po’ l’amarezza, un po’ la riservatezza, chi di loro racconta qualcosa vuole restare anonimo: «Mi spettavano diversi mesi di stipendi arretrati, il titolare continuava a rassicurarci, anche perché dopo una fase di stanca da gennaio a marzo, da Pasqua a settembre le prenotazioni erano parecchie. Alla fine però, uno alla volta, abbiamo deciso di dimetterci per giusta causa e richiedere la Naspi» (ndr l’indennità di disoccupazione).

Prima conseguenza delle dimissioni a catena di una quindicina di dipendenti, la brutta sorpresa toccata alle numerose persone che, avendo prenotato per Pasqua e versato tra l’altro un acconto del 30%, hanno trovato le porte chiuse, senza troppe spiegazioni.

Che la gestione della struttura di Prà Catinat non fosse uno scherzo era probabilmente chiaro fin dall’inizio alla Pracatinat Building Management, quando nel 2016 si aggiudicò (tramite un bando) la gestione del ramo d’azienda turistico-alberghiero (e la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura) dalla Pracatinat SCPA. Quest’ultima, una società consortile partecipata pubblica, manteneva la proprietà degli edifici e avrebbe dovuto occuparsi dell’educazione ambientale, favorendo l’afflusso delle scuole, preziose clienti del settore ricettivo. Nel 2017 però fu dichiarato il fallimento di SCPA e il progetto cominciò ad andare in crisi.

Agostino Pecchio, l’imprenditore torinese a capo di Pracatinat BM, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma da ambienti a lui vicini filtra il malcontento dovuto ai mancati versamenti da parte di SCPA delle quote spettanti a BM (qualcosa come 300 mila euro). Sempre le indiscrezioni lasciano trapelare la volontà dell’impresa di adire le vie legali per risolvere queste pendenze e ottenere il denaro – necessario a riprendere l’attività a Prà Catinat – dal curatore fallimentare (il quale però a sua volta rivendica da Pecchio il pagamento della locazione).

Su Pracatinat sembra scendere la sera

Questa situazione ingarbugliata dove torti e ragioni si confondono, per lo storico complesso ricettivo (nato come Sanatorio) può comportare uno stop a tempo indeterminato e il rischio di un deperimento irreversibile dei fabbricati. Questo uno dei timori del sindaco di Fenestrelle, Michel Bouquet: «Non voglio ritrovarmi il complesso abbandonato alla mercé dei vandali come in passato». Con dispiacere Bouquet sottolinea: «Le scuole che avevano prenotato quassù le attività didattiche per maggio, dovranno andare altrove con non poco disagio».

Il sindaco Michel Bouquet: «Non voglio ritrovarmi il complesso abbandonato alla mercé dei vandali»

Fondamentale per il primo cittadino è dipanare la matassa ingarbugliata dei rapporti tra l’impresa e la proprietà ancora in capo al curatore fallimentare («finora sono andati a vuoto i tentativi di vendita per ripianare gli antichi debiti»). Resta da appurare anche se il curatore sia riuscito a recuperare i crediti dagli enti pubblici che componevano SCPA (Regione, Città Metropolitana, i comuni di Torino, Fenestrelle, Moncalieri, Rivoli, Pinerolo e Asti e l’Unione Montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca). «Il nostro comune ha onorato gli impegni – rivendica Bouquet – e anche la Regione dovrebbe aver fatto la sua parte, come mi ha assicurato il consigliere Elvio Rostagno». Il timore più serio di Michel Bouquet è però «di essere lasciato da solo di fronte a questo spinoso problema: gli enti superiori dovranno aiutarci. Per conto mio in sede di Unione dei comuni farò conoscere la questione che andrà affrontata, come le altre situazioni di crisi del territorio, tutti insieme».

GUIDO ROSTAGNO