Dal Burkina Faso monsignor Pier Giorgio Debernardi ricorda i rapporti intercorsi, durante il suo ministero a Pinerolo con Marella Agnelli. «Il primo ricordo risale alla mia nomina a vescovo di Pinerolo. Unitamente all’Avvocato mi esprimeva i suoi auguri per la mia venuta a Pinerolo. Era una lettera molto gentile e piena di incoraggiamento».

Di Marella il vescovo emerito sottolinea poi l’attenzione ai più bisognosi: «Durante gli anni trascorsi a Pinerolo più volte ho avuto modo di incontrarla oppure di segnalarle per iscritto situazioni di disagio di persone e di famiglie. Qualche volta l’ho incontrata a Villar Perosa nella sua villa. L’ho sempre trovata disponibile nel prendersi a cuore le necessità dei poveri. Anzi lei stessa fin dall’inizio  mi aveva incoraggiato a segnalarle le situazioni di disagio di cui ero a conoscenza». Questa sensibilità generosa non è venuta meno neanche nei momenti dolorosi della sua vita: «Una delle ultime volte che l’ho incontrata è stata nei giorni dopo la morte dell’avvocato. Anche allora mi ha ripetuto: “se c’è qualche opera buona da compiere, non esiti a mettermi a conoscenza“».

«Il mio ricordo di donna Marella è nella luce della carità e della solidarietà», ribadisce Debernardi che sottolinea anche «l’attenzione che sempre ha avuto verso la parrocchia di Villar Perosa. Numerose persone del nostro territorio sono state da lei aiutate in modo discreto, anzi silenzioso. Nei momenti difficili della crisi economica che si era manifestata devastante anche in val Chisone aveva voluto che io le segnalassi casi di particolare criticità».

Per Donna Marella anche la chiesa doveva improntarsi a una carità solidale: «Lei era ben contenta di vedere la chiesa molto impegnata sul fronte della solidarietà. A me lo ha sottolineato più volte. Mi unisco nella preghiera di suffragio e nel ricordo con molta gratitudine».