Va bene il rispetto delle disposizioni per contenere il covid-19, ma agli amministratori dei comuni turistici servirebbero indicazioni più precise per provare a salvare un settore turistico già in sofferenza.

Questa la ragione che ha portato Maurizio Beria e Giorgio Merlo – presidente e assessore dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea – a chiedere al Governo e alla Regione Piemonte “una previsione certa, seppur di massima, per l’accesso alle seconde case e, di conseguenza, su come si potranno praticare le cosiddette attività outdoor, e cioè dalle passeggiate all’arrampicata alla mountain bike”. Infatti “se il cosiddetto turismo di prossimità sarà la carta decisiva che caratterizzerà la stagione estiva 2020, è indubbio che un territorio come quello della Via Lattea deve avere, al riguardo, parole chiare e nette“.

Se maggio non è un mese forte per le seconde case, da giugno in avanti nei comuni della Via Lattea i turisti ci sono sempre stati. E le previsioni lasciano ben sperare anche “in una stagione unica e drammatica come quella che stiamo tutti vivendo” per cui “dagli operatori locali del settore agli amministratori locali di tutti i comuni, serviranno norme chiare per sapere come affrontare e pianificare l’ormai prossima stagione estiva. E anche, e soprattutto, per organizzare una adeguata accoglienza turistica, vivibilità dei luoghi e partecipazione diretta della comunità”.

“Ecco perché il dibattito sul raggiungimento delle seconde case – concludono Beria e Merlo -, questa volta, non è soltanto un argomento burocratico e protocollare ma interpella direttamente il destino turistico e il futuro produttivo di molti territori. A cominciare dal comparto territoriale della Via Lattea”.