L’emergenza sanitaria creata dal coronavirus sta colpendo tutto il tessuto economico e produttivo del paese. In particolare quei territori che legano il proprio sviluppo esclusivamente sul turismo invernale ed estivo come il comparto territoriale della Via Lattea. «Ma, prima di intraprendere decisioni e scelte che cerchino di porre rimedio a questa situazione di crisi esponenziale e progressiva – fa sapere l’Unione montana dei comuni Via Lattea – occorre procedere con senso di responsabilità e con la massima condivisione. A livello territoriale e regionale. È inutile, pertanto – anche se ne comprendiamo le motivazioni – richiedere lo stato di “calamità naturale” per un solo comune senza tener conto che è un intero territorio, se non una intera regione, a pagarne le conseguenze. Lo stato di calamità naturale, del resto, non può essere elargito con leggerezza e disinvoltura da parte degli organismi preposti». Una precisazione, quest’ultima, che sembra rispondere alla notizia pubblicata da alcune testate della richiesta dello stato di calamità avanzata pro domo sua da Gianni Poncet, vicesindaco facente funzione di sindaco di Sestriere.

Forte l’appello dell’Unione Montana Via Lattea all’unità di intenti: «Dobbiamo procedere uniti e compatti per centrare obiettivi che possono essere perseguiti solo se c’è una profonda condivisione al nostro interno e, di conseguenza, con la Regione Piemonte. Che, lo vogliamo ricordare ad alta voce, sta lavorando con il Presidente Cirio con coraggio e determinazione per difendere il nostro territorio e per rilanciare il nostro tessuto produttivo ed economico. Del resto, senza unità e condivisione difficilmente si ottengono risultati. Anche e soprattutto come Unione Montana Via Lattea».