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Valli Chisone e Germanasca  

Celebrati i 50 anni del gemellaggio Rohrbach-Pragelato

Celebrati i 50 anni del gemellaggio Rohrbach-Pragelato

A Rohrbach il 29 giugno 2025 i sindaci Massimo Marchisio e Tobias Silbereis hanno rinnovato l’accordo di Gemellaggio tra Pragelato e la città tedesca.

Il 29 giugno scorso, il piccolo villaggio tedesco di Rohrbach, nell’Assia, ha ospitato una sentita celebrazione per commemorare l’esilio dei Valdesi di Pragelato, avvenuto 325 anni fa. Le strade del paese sono state animate da un corteo storico in costume, accompagnato da musiche tradizionali, rievocando l’arrivo degli esuli nel 1699. A capo del corteo uno stendardo con il motto valdese “Lux lucet in tenebris”, seguito da un “fiume” di cuffie bianche, tipiche del costume tradizionale.

La profonda connessione con la storia valdese è evidente nella toponomastica locale, con la via principale intitolata “Pragelato-Strasse” e una parallela “Daniel-Bonin-Strasse”. Durante il corteo, un banditore ha rievocato il decreto reale che nel 1685 costrinse i Valdesi della Val Pragelato all’esilio o alla conversione forzata, dopo la revoca dell’Editto di Nantes. Molti scelsero l’esilio, affrontando un lungo e incerto viaggio che li condusse in Assia-Darmstadt, dove fondarono le colonie di Rohrbach e Wembach-Hahn.

La festa di quest’anno ha anche celebrato il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra il Comune di Ober-Ramstadt, che include i villaggi valdesi, e il Comune di Pragelato. Una delegazione di Pragelato ha partecipato all’evento, unendo i propri costumi tradizionali a quelli valdesi nel corteo. I sindaci Massimo Marchisio e Tobias Silbereis hanno rinnovato l’accordo di gemellaggio con le loro firme.

Il culto nel tempio valdese, presieduto dal pastore Christoph Lubotta, ha rappresentato un momento di profonda unione, con musica, canto e poesia. Il “Poema alpino” di Daniele Balcet, tradotto in tedesco, ha espresso la meraviglia del creato, e i versi del poeta pragelatese Remigio Bermond hanno risuonato nelle due lingue, ricordando il sacrificio e la fede degli avi che “hanno ritrovato pace in terra di Germania”.

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