Il Forte di Fenestrelle è affascinante. Ma il 15 settembre il fascino maggiore durante il convegno “Tra cane e lupo” (organizzato dall’Ente Aree Protette Alpi Cozie e dalla Città Metropolitana proprio al forte) era appannaggio del lupo. Un fascino, però, su cui gli allevatori non sempre si dicono d’accordo.

Fin dagli interventi introduttivi – dal sindaco Michel Bouquet ai rappresentanti degli enti sovraordinati (Marco Marocco della Città Metropolitana, Elvio Rostagno e Silvana Accossato della Regione) è emersa l’importanza degli studi scientifici per consentire alla politica di prendere decisioni che contemperino la tutela sia della fauna selvatica sia dei pastori.

La dottoressa Francesca Marucco, responsabile scientifica del progetto “LifeWolfAlps”

Studi grazie a cui Francesca Marucco, responsabile scientifica del progetto “LifeWolfAlps”, di riflessioni ai politici ne ha potute offrire parecchie. Partendo dai dati raccolti in anni di monitoraggio accurato ha evidenziato come il lupo stia sì ripopolando le Alpi, ma anche che nelle province di Cuneo e Torino – le prime in cui è tornato circa vent’anni fa – la sua presenza si sia stabilizzata. Il lupo insomma si autoregola e dal lato scientifico non sarebbe necessario parlare di abbattimento: il problema è se queste presenze sostenibili, in caso di “incidenti” legati al lupo, risultino socialmente e, quindi, politicamente accettabili.

L’alternarsi dei relatori, provenienti da varie regioni italiane, in un fiorire di accenti differenti ha introdotto al numeroso uditorio esperienze diverse. Dall’Abruzzo dove il lupo non è mai scomparso e oggi in parte contrasta la diffusione dei cani inselvatichiti, al Trentino dove il lupo è riapparso negli ultimi anni spingendo molti allevatori – come testimoniato da uno di loro, Bruno Viola – a organizzarsi a difesa del bestiame. Dalla Toscana con Duccio Berzi che ha illustrato le ultime difese tecnologiche alla Lombardia dove il progetto “Pasturs” in cui volontari cittadini si sono posti in aiuto ai pastori.

Nel convegno non son passati sotto silenzio i problemi degli allevatori – ritardo nei rimborsi, aumento del lavoro richiesto, costi indotti dall’utilizzo dei cani da guardanìa (la protezione più efficace contro il lupo) – e la necessità di una crescita culturale da parte di coloro che frequentano la montagna (pastori e turisti).

Il presidente dell’Ente Aree Protette Alpi Cozie, Stefano Daverio

E solo l’intervento finale del presidente dei Parchi Alpi Cozie, Stefano Daverio, ha ricordato le polemiche verso il suo ente in occasione di un convegno qualche mese fa organizzato dalla Confederazione Agricoltori. Ma Daverio con eleganza ha chiuso la porta a nuove diatribe: «Da buon cristiano, porgo l’altra guancia».

G.R.