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A Casa Alpina "Don Barra" si lavora per una società inclusiva

A Casa Alpina

Quando il desiderio di spendersi per il cambiamento, la crescita, lo sviluppo e l’amore verso la propria terra e la propria gente incontra la professionalità, il metodo e la lungimiranza possono nascere e rafforzarsi esperienze che si candidano a determinare la storia e lo sviluppo futuro di un territorio.

Cosi accade anche nella nostre valli (e precisamente in Val Chisone) quando, a partire dai primi mesi del 2016, la cooperativa “Accogliere” (con sede in Toscana) prende in gestione la Casa Alpina “don Barra” di Pragelato.

La direzione dei giovani soci (Andrea, Cristina, Elena e Matteo) è molto chiara: rivitalizzare Casa Alpina, riportando in luce quei valori di sobrietà, accoglienza, semplicità e reale risorsa per il territorio con cui la struttura voluta da don Barra è nata e si è proposta per molti anni.

«Ora, certo, le esigenze di mercato sono molto cambiate: si devono far quadrare i conti per sopravvivere, ma l’anima deve tornare ad essere quella di un tempo quando la casa Alpina era davvero “casa” invernale ed estiva per gli oratori, i gruppi spontanei, gli amanti della montagna, le scuole. Tappa obbligata per un caffè o per un pranzo “alla buona” ma di valore indiscutibile da un punto di vista culinario, per tutti coloro i quali la domenica andavano a godersi le montagne della val Chisone», ricorda Andrea, palermitano di origine e team leader del gruppo di lavoro.

Così accade che le aspirazioni dei giovani soci incrocino il cammino con i volontari e gli educatori dell’Associazione il Raggio, realtà da anni in prima linea per la lotta e l’affermazione dei valori dell’inclusione e dell’integrazione sociale di persone che, molto spesso, rischiano di restare ai margini della società civile.

Pochi sguardi d’intesa e la collaborazione è sancita: si percorrono gli stessi binari fin da subito. “Accogliere” diventa immediatamente risorsa concreta per permettere la realizzazione di istanze e progetti voluti e condotti dai volontari dell’associazione “Il Raggio” nella logica dell’integrazione e di proposte inclusive realizzabili e fattibili attraverso progettualità semplici e concrete.

Ad alcuni dei ragazzi facenti parte dell’associazione o che, per motivi vari, hanno gravitato attorno alle attività da essa proposte, viene offerta l’opportunità di inserimenti formativi e lavorativi nel ruolo di camerieri, aiutanti di cucina, manutentori. Tra queste esperienze, alcune si trasformano in opportunità di lavoro effettivo, concreto, piccolo segnale di speranza per persone “abituate” purtroppo a restare ai margini.

“Accogliere” diventa sostenitore dei vari progetti dell’associazione “Il Raggio” seguendo il fitto calendario del Pinerolo Fd (squadra composta da atleti con disabilità intellettiva e relazionale) e gioendo per le vittorie di una annata straordinaria da un punto di vista sportivo, partecipando agli eventi sul territorio (Nessuno Escluso e progetto Integriamoci) e sostenendo, da un punto di vista tecnico e organizzativo, i volontari dell’associazione Il raggio nella gestione concreta delle varie attività.

 

«Una società inclusiva – spiega Marco Tealdo, educatore de Il Raggio – è una società che si modella sulle esigenze di chi la compone. Ecco noi crediamo che questa sia già una realtà in cammino e, attraverso la collaborazione con la cooperativa “Accogliere” e con Casa Alpina stiamo lanciando al mondo un messaggio forte e chiaro: una società inclusiva, per tutti, non solo è possibile ma rappresenta già una realtà in cammino».P1150804

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