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Val Pellice  

San Secondo. Un incontro su paesaggio agricolo e abbandono

San Secondo. Un incontro su paesaggio agricolo e abbandono

Un convegno il 18 marzo 2026 a San Secondo analizza le strategie per contrastare l’abbandono del paesaggio agricolo e rigenerare il territorio agro-forestale.

Cosa sta succedendo alle nostre colline? Il verde che avanza è sempre un segno positivo o nasconde la fragilità di un territorio che ha perso i suoi custodi? Per rispondere a queste domande, il prossimo 18 marzo 2026, alle ore 20:45, la Sala Consiliare del Comune di San Secondo di Pinerolo ospiterà un importante convegno dal titolo: “Paesaggio agricolo e abbandono: come siamo messi?”.

L’evento, organizzato dall’Associazione Fondiaria L’Untin in collaborazione con il Comune e Slow Food Pinerolese, nasce dall’urgenza di analizzare le strategie d’intervento per contrastare l’abbandono delle terre alte e collinari.

Moderati dal giornalista Luca Prot, autorevoli esperti si alterneranno per offrire una visione multidisciplinare del problema:

  • Antonio de Rossi (Politecnico di Torino) aprirà con l’evoluzione del territorio agro-forestale e le possibili strategie di rigenerazione
  • Luca Battaglini (Facoltà di Agraria) esplorerà il recupero del pascolo nei boschi
  • Pier Giorgio Terzuolo (Ipla) analizzerà le opportunità legate ai boschi e alle praterie piemontesi
  • Erica De Cet (Slow Food Italia) si concentrerà sulla salvaguardia dei prati stabili e dei pascoli
  • Elvio Rostagno (Asfo Untin e Coasfo) illustrerà il ruolo concreto delle associazioni fondiarie.

Le conclusioni saranno affidate a Ezio Chiaramello (ACEA Pinerolese Energia).

Perché partecipare

L’incontro non è solo un momento di analisi tecnica, ma un’occasione per la cittadinanza di comprendere come la gestione attiva del territorio possa prevenire il dissesto idrogeologico e valorizzare la biodiversità. Il confronto tra la “vecchia” cartolina di Prarostino e la fitta vegetazione odierna, visibile nella locandina, è l’emblema di una sfida che riguarda tutti noi.

La partecipazione riconosce inoltre crediti formativi (CFP) per i dottori agronomi e forestali.

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