La cerimonia del 25 aprile a Torre Pellice ha ricordato in particolare il partigiano Gian Paolo Menichetti, martire ad Angrogna il 23 aprile 1944.

 

Tanta la gente al corteo e alla celebrazione del 25 aprile di Torre Pellice.

Agli amministratori comunali – sindaco Marco Cogno e vicesindaco Maurizio Allisio in testa – si è unita in gran numero la cittadinanza torrese.

 

Le personalità presenti

Tra i partecipanti anche i sindaci:

  • Lilia Garnier (Villar Pellice)
  • Mauro Vignola (Bobbio Pellice)

e personalità di rilievo come

  • l’assessore alla cultura di Milano Tommaso Sacchi (pronipote del partigiano Gian Paolo Menichetti, caduto ad Angrogna il 23 aprile 1944)
  • Valdo Spini, presidente Aici (Associazione delle istituzioni di Cultura italiane)

 

Le somiglianze di oggi col 1940

C’era anche Giulio Giordano, partigiano e memoria storica della Guerra di Liberazione in val Pellice (nonché presidente dell’Anpi), che nel suo discorso – a tratti commosso -, oltre a ricordare Menichetti, ha sottolineato le similitudini tra il presente e il 1940.

 

 

Menichetti nel ricordo del nipote

Anche Tommaso Sacchi ha preso la parola, richiamando la figura del prozio. Volontario nel 1939 nel “Savoia Cavalleria”, dopo aver combattuto nei Balcani, nel luglio 1941 partì per il fronte russo. L’8 settembre 1943 fu sorpreso a Verona, rastrellato dai tedeschi e deportato in Polonia. Qui accettò il rimpatrio per tornare a combattere, ma arrivato in Italia, a Pinerolo e poi a Luserna San Giovanni, scelse di abbracciare in Val Pellice la causa partigiana nella Quinta divisione alpina “Sergio Toia”, conquistando subito con il suo agire la fiducia degli altri partigiani. Il 23 aprile 1944 in località Rognosa ad Angrogna, dopo aver coperto la fuga dei suoi compagni, a soli 22 anni si diede la morte per non cader vivo nelle mani dei nemici (dai quali era ritenuto un “traditore”), venendo poi insignito della medaglia di bronzo al valore militare.

 

Foto Christian Bosio