3 novembre 2015

 

Si è concluso quest’estate nel cimitero di Bricherasio il recupero di una cappella e tomba famigliare del 1902. L’edicola funeraria apparteneva alla famiglia Bollea ed era stata fatta costruire per volere di Pietro Bollea, a seguito di una concessione di aree comunali per tumulo privato. Gli eredi della famiglia avevano deciso di cedere nel 2004 la cappella al Comune e grazie al solo generoso contributo di Carmine Teresa Paire, il restauro ha avuto luogo.

L’edificio in stile neogotico con facciata in mattoni, il tetto a spioventi e il portale circoscritto tra due colonnine tortili, è da un secolo immediatamente visibile a chiunque entri dall’ingresso principale del cimitero bricherasiese: una testimonianza storica locale importante. Gli agenti atmosferici, le infiltrazioni d’acqua e l’umidità di risalita avevano messo a dura prova gli intonaci e le decorazioni interne ed esterne.

Il progetto di restauro realizzato dall’ingegner Walter Ripamonti con la collaborazione dello studio di restauro Aristea, per quanto riguarda le indagini stratigrafiche, è stato eseguito, secondo le disposizioni della Soprintendenza, dalla ditta Alpha costruzioni di Giaveno, per la parte di muratura e dalla ditta Fabbricarestauri di Torino, per quanto concerne le decorazioni.

La cappella, liberata al suo interno dalle solette adibite a loculi, oggi mostra nuovamente il suo volto. Al suo interno la volta a crociera splende, nel suo blu intenso, dove tra decorazioni quattro volti di putti si affacciano sulla terra. Visibile è anche lo stemma araldico con motto, dipinto sulla controfacciata.

Tra gli affreschi esterni i restauri hanno restituito un’immagine molto forte dell’iconografia cristiana: la mamma pellicano nel nido che dà da mangiare ai suoi piccoli ferendosi il petto. Per il cristiano questa immagine è simbolo di Cristo che dà tutto se stesso per noi. Sotto, nella lunetta della porta, un angelo raccoglie in un calice questo preziosissimo sangue, nostra redenzione.

Grazie a questo restauro, indispensabile per la conservazione dell’edificio, i bricherasiesi potranno ora alzare lo sguardo a quel pellicano che si intravvede nel tempo e riconoscersi nel suo piccolo.

 V.B.

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