Il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna – Accademia di Arte e di Cultura Alpina (G.I.S.M) compie 90 anni. L’evento per festeggiare questo traguardo si è svolto a presso la Sala degli Stemmi del Museo della Montagna, ospiti del CAI Sezione di Torino, lo scorso 13 aprile. Il GISM era nato a Torino come il CAI (motivo di scelta di questa sede) il 14 aprile 1929 per iniziativa di Agostino Ferrari e Adolfo Balliano, come contraltare del Club Alpino Accademico Italiano, quando alcuni alpinisti e intellettuali della montagna decisero di opporsi al trasferimento del Club Alpino Italiano a Roma così come all’inquadramento dell’alpinismo nello “sport fascista”. Risultava, infatti, inaccettabile la definizione di alpinismo come semplice “sport”. Da allora, nelle sue file sono passati alcuni dei nomi più illustri dell’alpinismo e della cultura alpina italiana,  impegnati nella difesa di un alpinismo inteso come fatto ideale, spirituale ed artistico. Tra le figure più significative, Spiro Dalla Porta Xydias, scomparso nel 2017, per anni presidente del Gruppo, Socio Onorario e Accademico del Club Alpino Italiano.

Con quest’evento il GISM ha celebrato l’importante anniversario accompagnato, per tutta la durata del convegno, dal gruppo franco – provenzale Li Magnoutoun della Val Grande di Lanzo che ha dato il via all’incontro e che ha ottenuto durante la sua esibizione, una standing ovation, con tutto il pubblico in piedi ad applaudire.

Al saluto del presidente GISM, Dante Colli, sono seguiti brevi interventi delle autorità. Irene Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, ha fanno gli onori di casa. Ha preso poi la parola Viviana Ferrero, vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino, che ha raccontato il suo amore per la Valle di Susa, ove ha percorso anche alcune “Vie ferrate”. È poi intervenuta Celestina Olivetti, consigliere regionale ed ex sindaco di Cantoria, che rivela un certo ottimismo per le sue amate Valli di Lanzo, atte a rilanciare lo sviluppo in quei territori considerati erroneamente marginali. Per ultimo è intervenuto Mauro Pelosa, architetto e accademico del CAI.

Ha avuto poi seguito un riassunto dei “Novant’anni del GISM” (percorso storico con immagini) a cura di Dante Colli, l’attuale presidente del GISM, alpinista, autore di oltre sessanta vie nuove nei gruppi montuosi del Trentino – Alto Adige e autore di una settantina di libri, tra saggi sulla storia dell’alpinismo, guide alpinistiche e in particolare volumi storico-artistici.

I lavori sono ripresi nel primo pomeriggio con un saluto di benvenuto e un elogio da parte del presidente del CAI di Torino, Gianluigi Montresor, quale sezione ospitante a cui è seguita la presentazione delle pubblicazioni del GISM (Annuario, Notiziario dei soci e Rivista “Montagna”) a cura di Giovanni Di Vecchia, vice presidente vicario, membro del Centro Operativo Editoriale del CAI.

Conduttore e coordinatore di ogni intervento è stato Marco Blatto, socio accademico e delegato GISM per il Piemonte e la Valle d’Aosta, autore di oltre trenta libri sulle Alpi occidentali.

È seguita la Tavola rotonda: “Il GISM per un nuovo umanesimo alpino” aperta da Dante Colli con una riflessione su “La coscienza delle idealità”. Ha fatto seguito l’accurata relazione di Marco Blatto “Il GISM e l’alpinismo. Le sfide etiche di ieri, di oggi e di domani”, che ha saputo ben evidenziare la parola chiave per iniziare una sfida: “La virtù”. Ha parlato quindi dell’Umanesimo Elvetico, che già parlava di montagna nel 500.

È stata ricordata grandiosa figura di Spiro dalla Porta Xydias, spentosi a quasi 100 anni di età, definito: “L’ultimo dei romantici”, presidente del GISM per oltre 30 anni, 107 vie nuove da lui salite, regista teatrale, più di 60 opere pubblicate.

A seguire, Gianni Castagneri, accademico del GISM, studioso di cultura alpina, autore di numerose pubblicazioni sul paese di Balme in Val di Lanzo, dove vive, curatore da dieci anni della rivista “Barmes News” e collaboratore del “Risveglio del Canavese e delle Valli di Lanzo”, ha trattato come argomento “La scelta etica di Balme. Un percorso riuscito.” Infatti Balme, dopo aver subito spopolamento ed abbandono, è risorta grazie ad un escursionismo intelligente estivo ed invernale (ciaspole, sci di fondo, escursioni) che ha saputo dire di “no” all’eliski e agli impianti di risalita.

 

È stata poi la volta di Claudio Smiraglia, accademico del GISM, già professore ordinario di Geografia Fisica presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano, che ha compiuto missioni scientifiche sui ghiacciai dei vari continenti, responsabile di numerosi progetti di ricerca e rappresentante italiano presso l’International Glaciological Society, che ha trattato con abilità e perizia il tema: “Montagna, ghiacciai e clima: etica ed estetica di un cambiamento”. Smiraglia ha relazionato con evidente rammarico e pessimismo sulle condizioni in cui riversano i nostri ghiacciai, ma ha concluso con uno spiraglio di ottimismo citando la Laudato si’ di Papa Francesco: «L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune».

Il convegno è finito con la presentazione del libro di Raffaele Occhi e Alfredo Corti: “Dall’alpinismo alla lotta partigiana”, nell’ambito di “Leggere le montagne”, a cura della Biblioteca Nazionale del CAI con il Museo Nazionale della Montagna.
Sono intervenuti Raffaele Occhi (accademico del GISM), Giovanna Galante Garrone (storica dell’arte) e Daniela Berta (direttrice del Museo della Montagna), che hanno concluso i lavori di questo corposissimo convegno.

Lodovico Marchisio