Sono terminati lo scorso 30 agosto gli eventi della settimana “Generazioni e Rigenerazioni. Avere cura di persone, memorie e territori” con la presentazione del progetto “Io torno a casa”, nato dalla collaborazione fra Tavola valdese e Asl To3.

Nei giorni solitamente dedicati al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, rinviato quest’anno a causa del coronavirus, nelle valli valdesi si è tenuta questa ricca rassegna di eventi. “Io torno a casa” consiste nel potenziamento dell’assistenza a domicilio per le persone con più di 75 anni o disabili, residenti nel Distretto Pinerolese e in condizioni di fragilità, che sono state colpite direttamente o indirettamente dal Covid, o che sono maggiormente esposte al rischio di complicanze in caso di infezione. Rientra fra i progetti dell’Otto per mille delle chiese valdesi e metodiste per l’emergenza Covid-19, grazie al quale è stata messa a disposizione una somma di 350mila euro. L’iniziativa ha durata di un anno e prevede la presa in carico di 400 persone (pazienti Covid dimessi dal ricovero ospedaliero o in condizioni non gravi, ma anche familiari, conviventi o caregiver di pazienti Covid, o ancora persone soggette a problemi psichiatrici e sociali come conseguenza dell’isolamento da lockdown), per cui verrà attivato un progetto assistenziale individuale con pianificazione dei relativi interventi sanitari e socio-assistenziali. Sarà  rafforzato il personale impegnato nell’assistenza domiciliare nel Distretto Pinerolese, in particolare geriatri, fisiatri, palliativologi, psichiatri, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, operatori socio-sanitari, psicologi e personale amministrativo, oltre a coinvolgere il mondo del volontariato. Altresì è prevista l’implementate delle attrezzature in dotazione, con l’acquisizione di strumenti digitali per sviluppare la telemedicina (4 elettrocardiografi con sistema da remoto), o comunque utilizzabili pienamente presso il domicilio degli assistiti: un ecografo portatile, uno spirometro, saturimetri. Una Centrale operativa distrettuale, composta da un’equipe multiprofessionale (medico specialista geriatra, infermiere, assistente sociale, personale amministrativo), sarà il punto unico di accoglienza delle domande dei bisogni sanitari e assistenziali domiciliari. Insomma un importante potenziamento delle attività di assistenza territoriale, integrate con medici di famiglia e pediatri di riferimento, in linea con quanto il periodo Covid ha evidenziato, ossia che proprio il territorio avrebbe dovuto essere rinforzato.

Foto di Pietro Romeo/Riforma

«Siamo veramente lieti – commenta il Moderatore della Tavola Valdese, Alessandra Trotta – di questa ulteriore opportunità di fattiva collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale, per lo sviluppo dei servizi di medicina territoriale in un territorio, quello del Pinerolese, in cui la significativa presenza e il radicamento delle nostre chiese locali e della nostra organizzazione diaconale ci fanno sentire particolarmente responsabilizzati ad offrire un contributo alla presa in carico delle fasce più vulnerabili della popolazione, anche sperimentando modalità nuove di intervento a beneficio del rafforzamento dalla sanità pubblica, universale e gratuita, nel cui valore crediamo profondamente».

«Siamo orgogliosi per essere stati coinvolti tra le progettualità che in Italia la Tavola ha voluto sostenere per l’emergenza Covid – sottolinea il Direttore generale dell’Asl To3 Flavio Boraso -. La sanità deve puntare sempre di più sull’assistenza territoriale e domiciliare e su modalità come la telemedicina, che da anni come Asl To3 promuoviamo e supportiamo. Anche in occasione dell’emergenza Covid si è visto come l’assistenza a domicilio, sperimentata ad esempio con le Usca, sia uno strumento fondamentale di cura per le persone fragili ma che non necessitano di ricovero ospedaliero. È essenziale per queste persone ricevere assistenza ma restando nel contesto abitativo e familiare della propria vita quotidiana».