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Pianura  

Radici dimenticate?

Radici dimenticate?

Celebrata a Frossasco la Festa del Piemonte. Ma la Regione non dà segni di vita Sembra un paradosso. Eppure chi mostra più affetto per le proprie radici è proprio chi le ha abbandonate. O – meglio – chi è stato costretto a farlo. Per cercare un futuro. O anche solo un presente accettabile. Sono gli emigranti di ieri e di oggi. La Festa del Piemonte che si è svolta, sabato 26 maggio, a Frossasco ha confermato questa “anomalia”.
«L’Associazione Piemontesi nel mondo è rimasta la sola a celebrare la ricorrenza istituita vent’anni fa – era il 22 maggio 1992 – dal Consiglio regionale». Dalle parole di Michele Colombino, presidente dell’Associazione, emerge un garbato ma deciso richiamo alle istituzioni che sembrano aver in gran parte dimenticato questo appuntamento. Nonostante le amnesie, la festa è stata un successo. A partire dall’esibizione musicale del duo Fabio Banchio (pianoforte) e Guido Neri (viola) che ha aperto la mattinata con alcuni brani fortemente evocativi della tradizione piemontese e argentina, nonché valdostana in omaggio alla folta delegazione proveniente dalla regione alpina.
«Il museo dell’Emigrazione – ha spiegato Colombino – in questi sei anni è diventato anello di congiunzione tra associazioni e piemontesi nel mondo. Un vero e proprio tempio della piemontesità. Nel solo 2011 sono pervenute oltre ottanta storie di emigrazione dei nostri corregionali all’estero. E non c’è un oceano che ci dive ma c’è un mare di affetto che tiene unita questa grande famiglia».
Portabandiera di questa famiglia i “piemontesi protagonisti” premiati nel corso della mattinata. Prima tra tutti Maria Ester Valli, presidente delle associazioni piemontesi argentine, nonché prima donna a ricoprire questo incarico. Visibilmente commossa ha confessato: «L’emigrante porta con sé per tutta la vita una tristezza infinita».
Il premio è stato quindi consegnato a Simona Rodano, torinese che vive e lavora a New York dove, attraverso la musica, diffonde la lingua e la cultura italiana tra i bambini. Nel pomeriggio la Rodano si è poi esibita, nel teatro di Cantalupa, recitando anche una poesia in piemontese. Accompagnata dal duo Banchio-Neri e dialogando musicalmente con il coro dell’Istituto Maria Immacolata di Pinerolo (I Piccoli cantori di Padre Médaille, diretti da Elisabetta Giai), ha offerto un saggio della sua attività che unisce, in un mix suggestivo e coinvolgente, musica e didattica.
Premiati anche il valdostano Umberto Lillaz, rientrato dal Venezuela dove si è distinto nel campo dell’imprenditoria, e il presidente del Museo etnografico di Pinerolo Agostino Pons, che ha realizzato e donato al Museo dell’Emigrazione una macchina a vapore in miniatura.
Numerosi i saluti, i messaggi e i contributi giunti in occasione della festa. Pochi però i sostegni concreti e i finanziamenti, come ha lamentato Ugo Bertello, vicepresidente dell’Associazione Piemontesi nel mondo. Resta la tenacia e la convinzione di Michele Colombino e dei tanti che, insieme a lui, tengono vivo un legame forte tra chi è partito e chi resta.

Patrizio Righero Tra i premiati Agostino Pons, presidente del Museo Etnografico di Pinerolo.

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