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Quando Mazzola tirava su le maniche...

Quando Mazzola tirava su le maniche...

Pinerolo. Il 28 maggio al Teatro Sociale uno spettacolo sull’epopea del Grande Torino Una quindicina di minuti al triplice fischio finale. Il Grande Torino sta pareggiando. Il capitano della squadra, Valentino Mazzola, si tira su le maniche: inizia il famoso “quarto d’ora granata”, che porterà a una delle innumerevoli e schiaccianti vittorie. “Le maniche del capitano” è il titolo dello spettacolo che andrà in scena lunedì 28 maggio alle ore 21 al Teatro Sociale (piazza Vittorio Veneto 24, Pinerolo). Frutto della collaborazione tra il gruppo teatrale “Quelli dell’Isola” di Virle Piemonte e l’associazione volontari dell’oratorio San Domenico di Pinerolo, è nato da un’idea di Ivano Arena e Giovanni Garetto; testo e regia di Ivano Arena. Si tratta della storia della squadra del Grande Torino (tristemente famosa per l’incidente aereo sulla collina di Superga), narrata mettendo in luce i personaggi e le storie umane, offrendo così uno spaccato dell’Italia del tempo. Ivano Arena racconta l’origine dell’opera: «A Vigone vive Gianni Bellino, storico tifoso detto “l’angelo del Filadelfia”; ogni anno veste di granata il campanile e da quindici organizza il Festival Granata. Nel 2004 ci siamo conosciuti a una cena: è nata un’amicizia, e poi l’idea di uno spettacolo sul Grande Torino. La prima rappresentazione nel settembre 2004 a Vigone, alla presenza di Pierluigi Marengo (già presidente del Torino Calcio). Marengo mi contattò per portare lo spettacolo a Torino, al Teatro Nuovo (marzo 2005). In seguito, lo abbiamo replicato una cinquantina di volte, in tutto il Piemonte. Durante le repliche abbiamo avuto il piacere di conoscere alcuni familiari dei calciatori (tra cui la vedova Maroso e Franco Ossola, figlio di…)». L’edizione che andrà in scena al Teatro Sociale è diversa da quella originale: «Il senso della versione pinerolese – prosegue Arena – si evince dal manifesto. Il testo è stato adattato per esaltare il valore del Collegio Artigianelli (che portava i bambini, tra cui anche due attori della compagnia, al Filadelfia). Sono messi in luce il romanticismo e la passione, caratteristiche della squadra granata e dei suoi tifosi. È un manifesto adatto a un ambito oratoriano, in cui la figura del sacerdote è centrale; dagli anni Quaranta in poi, i grandi calciatori arrivavano dagli oratori». Il regista aggiunge: «Abbiamo presentato questo spettacolo negli anni in cui il tema non era ancora stato trattato dai mass-media. Prodotti ben più complessi e costosi sono finiti nel dimenticatoio, mentre noi abbiamo avuto molte richieste. “Le maniche del capitano” è un successo popolare (temi calcistici, attori dilettanti…). Del resto, dove c’è la sofferenza della gente, il tifoso del Toro c’è (il film non gli appartiene). Nell’ultimo film sul Grande Torino c’era una riproduzione dell’aereo caduto a Superga: l’abbiamo recuperata e ne utilizziamo alcuni pezzi in scena». Don Bruno Marabotto, rettore della chiesa di San Domenico, ci tiene a «sottolineare due elementi. Primo, il fatto che questo spettacolo permette ai ragazzi e ai giovani di scoprire che cos’era il calcio di quell’epoca: i calciatori erano persone comuni, esisteva una passione legata al gioco, alla sfida… c’è un abisso con oggi. Poi, le vicende del Grande Torino ci insegnano che si può essere i primi della classe senza sotterfugi, ma con forza, coraggio, passione… I giocatori granata diventarono un simbolo di riscatto per l’Italia intera. Questo spettacolo ha una forte valenza educativa e culturale per i ragazzi e i giovani». Don Marabotto fa notare che «tra la compagnia teatrale (una sessantina di adulti) e il gruppo giovani dell’oratorio San Domenico si è creato un bel rapporto di interscambio generazionale». Lo spettacolo ha finalità benefica, per sostenere tre progetti di solidarietà: le “scuoline” di Cicero Dantas (Bahia, Brasile), il dispensario di Muhanga (Kivu, Congo), l’interscambio tra l’oratorio San Domenico e il quartiere napoletano Scampia (con l’accoglienza di alcuni bambini nella settimana di campeggio estivo a Laval, in Val Troncea). Biglietti a offerta libera (fino a esaurimento posti), con prenotazione obbligatoria ai numeri: 340.5217879 (don Bruno Marabotto) o 338.3751691 (Ivano Arena).

Vincenzo Parisi La locandina dello spettacolo

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