Da inizio anno sono sette i nuovi Medici di Medicina Generale che hanno scelto di aprire i loro studi nel territorio Pinerolese. Alla vigilia di ferragosto toccherà a Sara Grangetto e Samantha Tron, che andranno a completare il quadro degli ambulatori dei medici di famiglia a disposizione della popolazione. Hanno risposto al bando della Regione Piemonte che, su segnalazione dell’Azienda Sanitaria, aveva individuato la necessità di una copertura del servizio, in particolare nelle zone di media e alta valle.

Si tratta di medici fra i 30 e 40 anni con formazione specifica triennale in Medicina Generale e che in alcuni casi hanno accettato il vincolo di assicurare assistenza anche nelle aree di montagna, richiesto dall’AslTo3 e dal Distretto Pinerolese, sotto la direzione di Paola Fasano, per tutelare il territorio valligiano che altrimenti avrebbe rischiato di essere penalizzato nella ricerca di nuovi medici.

 

A gennaio hanno intrapreso la loro attività Federica Pivaro a Pinerolo e Prarostino e Edoardo Giai Via a Cumiana. A maggio Francesca Obert ha aperto due studi, uno a Villar Perosa e uno a San Germano Chisone, mentre Francesco Spolverato il 1° giugno ha iniziato la propria attività a Osasco. A inizio agosto è avvenuta l’apertura dei nuovi ambulatori di Nicolò Sutera a San Germano e a Fenestrelle, e infine Sara Grangetto ad Angrogna e Samantha Tron temporaneamente a Pomaretto e, entro ottobre, a Villar Perosa. In tutto garantiranno a pieno regime oltre 100 ore di attività ambulatoriale a settimana.

Il direttore generale dell’AslTo3, Flavio Boraso

«Abbiamo lavorato come azienda, insieme alla Regione Piemonte e con il confronto costante con le amministrazioni locali – commenta il Direttore Generale AslTo3 Flavio Boraso – per completare la disponibilità degli ambulatori di Medicina Generale, offrendo anche la disponibilità di spazi all’interno di strutture aziendali e dedicando particolare attenzione alla copertura delle aree più lontane e meno agevoli da raggiungere. Non è sempre facile, occorre rispettare i vincoli imposti dalla normativa e dalla contrattazione nazionale, che definiscono i criteri dei fabbisogni e le modalità di assegnazione dei bandi, ma abbiamo agito in questa direzione nella consapevolezza che la disponibilità di servizi, compresi quelli sanitari, rappresenta un punto fondamentale per mantenere la montagna viva e vitale e che anche l’azienda sanitaria deve, dove possibile e con gli strumenti a propria disposizione, contribuire a promuove sostegno e sviluppo».