Lo scorso 2 marzo il “Rosario a distanza con il computer” del Sermig ha unito in preghiera persone da tutto il mondo; a guidare la riflessione un salesiano polacco in missione a Tbilisi in Georgia.

Vivere la paura, la fragilità della pace, la sicurezza del mondo si sfalda perché la guerra è alle porte di casa. Una pandemia che non è ancora finita dalla quale ne usciamo stremati ma già proiettati in un altro scenario di morte, scenario guerra. E ancora il dramma dei profughi. Un angoscia, un peso nell’anima che ci trova impotenti. La Giornata della memoria appena passata è un inquietante monito di sacrificio e sofferenza che le guerre portano con sé. La domanda è: oltre ad aiutare i profughi nei vari punti di raccolta del Sermig o di altre associazioni che cosa possiamo ancora fare? Pregare, urlare un forte no da affidare al cuore di Maria. Una preghiera globale ovvero una tele preghiera come esempio di dialogo e pace. La preghiera è amore, è potere che crea e non distrugge.

 

Il tele-rosario

Così il 2 marzo il Sermig, che dal 2012 ha proposto “Il rosario a distanza con il computer”, raduna il popolo di fede in questo rosario globale online dove si è associato per la prima volta padre Witold Szulczynski, salesiano polacco, in missione a Tbilisi in Georgia.

 

Preghiera e aiuto

Rinaldo Canalis del Villaggio Globale Sermig di Cumiana dice a riguardo: «È un amico da decenni. Tra noi c’è un intenso scambio di container! Il rosario a causa del fuso orario è iniziato alle 19. Grazie a Dio, il tele rosario sta diventando sempre più globale. Con padre Wiltod e amici, sono stato presente online solo per pochi attimi. Stavo chiudendo le ultime consegne per i profughi ucraini. Li ho visti un attimo e sono stato in comunione con loro, nella carità».

La riflessione di Padre Witold

Padre Witold ha commentato il vangelo di domenica. Il profeta Gioele nella lettura “Ritornate al Signore con tutto il cuore, con digiuni, pianti e lamenti”, ci porta al vangelo delle tentazioni di Gesù per entrare nello spirito della Quaresima, fino al cenacolo dove Gesù si metterà a lavare i piedi. Questa è la strada in salita che ogni credente deve percorrere da solo e con la comunità accanto al Signore. Le tentazioni ci dicono che il cammino non sarà facile. Le difficoltà del cammino ce lo dicono anche e lo sanno bene mezzo milione di persone che  lasciano le loro case per scappare dalla guerra. Ricorda che nel 2008 erano successe le stesse scene di guerra con profughi e  cadaveri in Georgia e ringrazia il Sermig per la grande e continua generosità a testimonianza che Dio è Amore. Ci ricorda che la Quaresima è un periodo di preghiera, di digiuno e di opere di carità. Ogni punto di preghiera ha evocato la pace. Le tentazioni fanno parte dell’umanità. La fame, la gloria e la ricchezza sono le maggiori nostre tentazioni. Il diavolo cerca sempre di separarci dal Padre, da Dio e cerca di rompere l’unità tra Dio e Gesù.

 

Il pensiero di Padre Albano

In altro rosario era presente Padre Albano che oltre a raccogliere bambini di strada a Baia Mare in Romania ora accoglie anche i profughi ucraini. Gesù nel deserto è tentato dal diavolo che gli prospetta la via facile del successo e del potere. Anche noi vorremmo che Dio intervenisse a risolvere i nostri problemi, anche adesso con la guerra in atto ci chiediamo “Ma dove è Dio?”.  Gesù ci dice che non bisogna cercare l’intervento miracolistico, ma affidarsi con fede a Dio. Mentre il diavolo tesse la sua tela per fare il male, noi dobbiamo reagire facendo il bene, consapevoli che è l’unico modo per vincere il maligno.

Dalla Romania alla Tanzania questi sono stati i pensieri di questo rosario globale. In questo Rosario di inizio Quaresima è stata chiesta la conversione del cuore per ciascuno di noi, affinché il dono della Pace possa essere accolto e  portato nel mondo. Preghiera e solidarietà che si traducono nei tir della speranza che partono ai confini dell’Ucraina in nome del bene.


GRAZIELLA LUTTATI