Oggi – 28 settembre – si è tenuto un incontro tra il Coordinamento sindacale nazionale e SKF per affrontare il tema della gestione dei carichi di lavoro e relativi esuberi annunciati dalla direzione aziendale. L’azienda ha mostrato una panoramica completa su scala nazionale mostrando un forte dato di crescita sugli investimenti e alcune criticità legate principalmente al settore dell’automotive. La transizione verso l’elettrico e il grande problema degli approvvigionamenti legati ai semiconduttori, si fanno sentire in maniera evidente soprattutto nel sito di Airasca laddove il calo dei volumi risulta più marcato. Si è così è giunti ad un’intesa nella quale si gestiranno in maniera volontaria e incentivata 125 esuberi di cui 80 operai e 45 impiegati da oggi sino a marzo del 2023. Di contro l’azienda assumerà non meno del 50% degli operai in uscita attingendo prevalentemente agli interinali già presenti nel perimetro SKF (40 unità).

Il Segretario Generale della Fim Cisl ha dichiarato: «Dopo molte ore di trattativa siamo riusciti a introdurre il principio del cambio mix con numeri e criteri di scelta oggettivi. Abbiamo siglato un accordo di uscite incentivate e volontarie nel rispetto della legge vigente. Le stabilizzazioni dei precari sono sicuramente ciò che volevamo conquistare con questa trattativa. Inoltre riteniamo che il volume degli investimenti presentati oggi da SKF siano tali da poter vincere la sfida futura soprattutto nel settore più critico ovvero quello dell’auto».