23 novembre 2015

Sabato 21 novembre è avvenuta l’inaugurazione della mostra “Caravaggio e il suo tempo” presso il Castello di MiradoloFondazione Cosso. L’esposizione, che consta di una quarantina di opere firmate dall’artista padre del Realismo cinque-seicentesco (una certa e due attribuite) e dai suoi “seguaci”, è stata presentata dal critico d’arte di fama internazionale Vittorio Sgarbi. Dopo gli interventi della presidente della Fondazione omonima Maria Luisa Cosso, del sindaco di San Secondo Adriana Sadone e dello storico e critico d’arte Antonio D’Amico, Sgarbi, curatore della mostra, ha intrattenuto gli intervenuti dimostrando come l’arte sia strettamente connessa a molti aspetti del quotidiano di ogni tempo. In particolar modo è Caravaggio che, con la rappresentazione delle teste mozzate – come nel caso della “Decollazione di Oloferne” «in cui ferma l’istante, il momento esatto in cui Giuditta è intenta ad effettuare la decapitazione» – anticipa quella violenza di cui oggi siamo attoniti spettatori. Con il suo intervento “pittoresco”, non si è  tirato indietro dal fare alcune considerazioni riguardanti tematiche di bollente attualità, come il furto delle 17 pregiatissime tele del Museo di Castelvecchio a Verona, o la paura che ancora si respira a Parigi dopo l’attentato che, tra l’altro, ha visto ridurre musei come il D’Orsay a contenitori svuotati da qualsivoglia visitatore.  Ancora, ha richiamato l’attenzione sulla questione dei Crocifissi nelle scuole o esposti in alcune mostre o collezioni – di importantissimo valore culturale (come quelli del Mantegna o di  Chagall) definendo “demente” chi rinuncia a far prender visione di tali capolavori, testimoni di civiltà, ai propri alunni per paura di turbare qualcuno: «Cristo in croce è uno che soffre per tutti, anche per i musulmani e non vedo in che modo un crocifisso possa far male se non sbattendolo in testa ai “coglioni” che dicono che fa male».

Non sono poi mancate le risate, sopravvenute in seguito alla battuta secondo la quale la “Cleopatra” di Artemisia Gentileschi si è tolta la vita per sottrarsi alla vecchiaia e all’aumento di peso temendo di diventare come… Rosi Bindi.  Linguaggio colorito, capacità oratorie, preparazione artistico-storica di inconfutabile livello e applausi scroscianti sono stati gli ingredienti che hanno fatto dell’inaugurazione di questa mostra un vero e proprio Sgarbi show.

Cinzia Pastore