Su quello che ormai può essere a tutti gli effetti considerato il “Caso Kastamonu” di Frossasco si è pronunciato anche il M5S di Pinerolo che in un comunicato esplicita la propria posizione.

«Il punto – scrivono – non è tanto “fabbrica SI” o “fabbrica NO”, se impianto ed emissioni previste rispettano la normativa vigente nazionale ed europea nessuno può ad oggi impedire l’insediamento. Il M5S é da sempre contrario ad ogni tipo di inceneritore e siamo preoccupati come tutti per quali saranno le reali emissioni di quell’impianto. Per questo è fondamentale fare le opportune pressioni istituzionali e politiche in Città Metropolitana ed in Regione, affinché si predispongano monitoraggi in tempo reale (ex ante e non ex post) e si proceda ad una gestione del controllo partecipata da istituzioni e cittadini, come auspicato da Legambiente. Questo per verificare che le promesse rassicuranti fatte dal Dirigente dell’Azienda nella conferenza stampa del 14 giugno siano mantenute».

La questione viene quindi estesa a tutto il pinerolese per il quale gli autori del documento si domandano: «vuole tornare alle fabbriche, al ferro e cemento vecchia maniera oppure vuole dedicarsi all’agricoltura, al turismo, all’attrattività del buon vivere? Che le due cose insieme non azzeccano tanto: hai un bel da fare nel costruire e pubblicizzare la pista ciclabile che collega Pinerolo a Piossasco (e Valli Olimpiche dall’altro lato) che se la cosa più evidente che si vedrà nel percorrerla è la ciminiera di oltre 40 m attiva 24 ore su 24, la famigliola danese oppure il gruppo di ciclisti pensionati di Torino sceglierà un altro posto».

Pur comprendendo la difficile posizione del sindaco di Frossasco «al quale è stata offerta la possibilità di allentare un poco la sete di lavoro che attanaglia tutti quanti» i rappresentanti pinerolesi del M5S ribadiscono che «la scelta che abbiamo fatto per Pinerolo e che è stata perseguita in questi anni (e diciamocelo:
con risultati promettenti), rappresentata dallo slogan “la città del buon vivere”, non collima con quella di Frossasco».

E concludono rammaricandosi che «non esistano strumenti istituzionali per raggiungere accordi fra amministrazioni facenti parte dello stesso territorio su scelte di singoli che ricadono su molti».

 

Kastamonu