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Pianura  

Incendio Kastamonu. L'ARPA rassicura ancora sulla qualità dell'aria, intanto a Cantalupa parte il monitoraggio del Politecnico

Incendio Kastamonu. L'ARPA rassicura ancora sulla qualità dell'aria, intanto a Cantalupa parte il monitoraggio del Politecnico

Dopo la sesta notte consecutiva di fuoco nello stabilimento Kastamonu di Frossasco gli abitanti della zona bivio anche questa mattina si sono risvegliati sotto la cenere e avvolti da un acre odore di fumo che entra  nelle abitazioni nonostante le finestre sbarrate. L’odore è percepibile pure a distanza di chilometri, fin nel centro di Pinerolo.

Arpa Piemonte continua a monitorare e ad assicurare che «non si evidenziano dati  da destare preoccupazione da un punto di vista ambientale» e ieri ha pubblicato una tabella. Qui i dettagli dei rilievi.

Parallelamente, a Cantalupa, su iniziativa del vice – sindaco Angelo Tartaglia, il Politecnico di Torino ha collocato una centralina rilevamento polveri di fronte al Municipio. «Resterà lì alcuni giorni – spiega Tartaglia – e poi capiremo quando spostarla anche in altri comuni. I dati sono rilevati in continuo ma la centralina non ha la trasmissione dei dati via etere, quindi vanno prelevati fisicamente. Occorreranno come minimo 24 ore per avere un primo quadro».

Tartaglia non nasconde qualche perplessità sui risultati forniti fino ad ora: «Ieri mattina i comuni (Frossasco, Cantalupa, Roletto e Piscina) hanno chiesto ad Arpa i dati che sono stati poi pubblicati nel pomeriggio. Così però non son chiarissimi. Parlano genericamente di carbonio e cloro. Ma cloro che cosa vuol dire? Diossina o è altro? Noi abbiamo chiesto di avere lo specchietto analitico perché quello può dare delle informazioni precise. Lo dovrebbero mandare a noi e all’ASL che è l’ente preposto, se fosse il caso, a prendere provvedimenti».

Sui dati forniti ieri Tartaglia commenta: «L’unico dato che non è sopra la soglia – quindi niente allarmismi – ma raggiunge uno dei limiti è quello relativo allo zolfo. Questo  significa che ci sono delle sostanze solforate che si possono trovare anche nella legna, certo, ma in minime quantità. Per chi abita in zona si aggiunge il problema della cenere e delle polveri».

Perplesso è anche il chimico frossaschese Daniele Castellino, già assessore all’ambiente nella precedente amministrazione, che da anni segue la vicenda dello stabilimento: «Quello che avrei da obiettare sulle misure è questo: si dovrebbe (si sarebbe dovuto richiedere di) fare raccolta del materiale depositato per verificare l’effettiva entità dell’inquinamento da metalli pesanti e da sostanze organiche persistenti nel terreno e, anche, per quanto non sia facile, prelevare campioni dei fumi all’origine, per verificare il flusso di massa totale degli inquinanti emessi. Non per avere a tutti i costi valori alti, ma per misurare con efficacia i parametri che descrivano al meglio la situazione».

Castellino suggerisce anche una procedura di base per la raccolta delle ceneri: «Si tratta di: pulire bene una superficie piana, come un marciapiede liscio o un terrazzo, dopo un numero di ore sufficiente raccogliere bene il materiale ricaduto, chiuderlo in una piccola arbarella di vetro, annotando il numero di ore di raccolta, data e superficie».

Il comunicato dell’ASL

Nel primo pomeriggio l’ASL ha diramato un comunicato nel quale ribadisce l’assenza di pericoli per la salute specificando che «nel caso future rilevazioni evidenziassero pericoli, l’ASL TO3 proporrà senza indugio al Sindaco gli interventi necessari».

Quindi invita tutti i residenti delle zone più vicine al sito di combustione a seguire alcune regole di comportamento:

  1. rimanere preferibilmente al chiuso (case, scuole, locali pubblici);
  2. aprire le finestre solo nelle ore più calde della giornata, per garantire un sufficiente ricambio d’aria all’interno dei locali;
  3. evitare di praticare attività fisica all’aperto, perché questa aumenta la frequenza respiratoria e quindi le inalazioni di aria;
  4. ridurre il fumo di sigarette e sigari, che oltre a diminuire la capacità respiratoria, moltiplica gli effetti dell’inquinamento;
  5. mantenere e aiutare gli altri a mantenere la calma e non lasciarsi andare ad allarmismi inutili;
  6. in caso di bisogno (difficoltà respiratoria, asma bronchiale ecc.) consultare il proprio medico e solo su suo consiglio eventualmente contattare il pubblico soccorso (112);
  7. la frequenza scolastica è fortemente raccomandata, per mantenere una normale routine quotidiana ai ragazzi, in strutture sicure e protette.

 

 

 

 

 

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