Pasquetta è il giorno tradizionalmente dedicato ai pic nic e alle grigliate un po’ ovunque. Conviene però evitare la zona del bivio di Frossasco dove il persistente odore acre – residuo dell’incendio divampato lo scorso 28 marzo presso lo stabilimento Kastamonu –  rischierebbe di coprire quello molto più appetitoso della carne o delle verdure messe a cuocere al calore della brace.

Molti abitanti della zona, infatti, continuano a lamentare, soprattutto nelle prime ore del mattino e alla sera, una sgradevole puzza di bruciato che causa irritazione alla gola.

In tal senso il comune di Frossasco si è attivato con un ordinanza urgente, pubblicata sull’albo pretorio lo scorso 18 aprile nella quale si riassume la vicenda e si richiede alla società Kastamonu Italia «di conoscere la programmazione delle attività relative alla messa in sicurezza del sito e alla gestione del post-emergenza e ad ARPA Piemonte ed ASLTO3 di proseguire le attività di monitoraggio ambientale su tutto il territorio» nonché di eseguire «i necessari controlli sulla qualità delle acque di spegnimento
che defluivano dal sito».

ARPA, il giorno successivo all’ordinanza, ha pubblicato i risultati delle prime analisi di approfondimento (leggi  qui) che evidenziano presenza di diossina (sia pur sotto la soglia indicata dall’OMS), soprattutto in prossimità dello stabilimento dove è stata collocata una delle due centraline (l’altra è stata dislocata accanto alle scuole).

«Quello che occorrerebbe fare – ha spiegato il vice sindaco di Cantalupa Angelo Tartaglia, commentando i dati di ARPA – è monitorare il terreno per controllare se c’è rimasto dentro qualcosa. Sarebbe stata opportuna anche una mappatura a distanze progressive. A ridosso della zona dell’incendio ovviamente abbiamo valori molto alti mentre a ridosso del centro di Frossasco sono più bassi. In mezzo non è stata fatta alcuna misura».

A proposito della presenza di benzo(a)pirene classificato come cancerogeno di gruppo 1 Tartaglia riferisce che «non esiste una vera soglia sotto la quale non succede nulla. Molto dipende anche dal recettore: se è malato, se ha delle debolezze, etc.»

Sul fronte operativo l’ordinanza comunale impone a Kastamonu Italia «l’attivazione delle procedure finalizzate ad un tempestivo avvio a smaltimento/recupero dei rifiuti combusti e incombusti presenti presso il sito, previa caratterizzazione analitica degli stessi, con presentazione, entro e non oltre 15 giorni dalla notifica […] di un piano delle attività, con relativo cronoprogramma. Tali procedure dovranno ricomprendere anche la rimozione dell’eventuale materiale combusto depositatosi nelle canalizzazioni utilizzate per l’irrigazione dei terreni agricoli circostanti. Nelle operazioni di avvio a smaltimento/recupero la società dovrà mettere in atto tutti gli accorgimenti per ridurre gli impatti sull’ambiente e sulla popolazione». Si ordina inoltre «l’avvio immediato delle attività di monitoraggio e controllo delle acque di dilavamento e spegnimento dei cumuli di rifiuti».