È passata più di una settimana dall’inizio dell’incendio (28 marzo) scoppiato nel deposito di materiale dello stabilimento Kastamonu (ex Trombini e Annovati) di Frossasco.

Nonostante l’ininterrotto lavoro dei vigili dei fuoco (dopo l’intervento di due elicotteri hanno proceduto con lo spegnimento progressivo di porzioni di materiale rimosso con le ruspe) supportati da AIB e Protezione civile, e un paio di giorni di pioggia, anche questa mattina due colonne di fumo si levano ancora dai cumuli di detriti.

Accanto ai rilevamenti dell’ARPA – che ha sempre ribadito la non pericolosità dei fumi – sono partiti anche quelli del Politecnico di Torino che ha collocato una centralina di fronte al Municipio di Cantalupa (i primi risultati si conosceranno in giornata).

Per gli abitanti del Bivio di Frossasco – ma l’odore acre è arrivato fino a Pinerolo e oltre – è stata una settimana d’inferno: aria irrespirabile soprattutto nelle prime ore del giorno e “pioggia di cenere” che ha coperto case e terreni. Alcuni di loro si sono coordinati in una rete informativa e nel fine settimana si ritroveranno per fare il punto della situazione ed eventualmente intraprendere azioni legali.

Il sindaco di Frossasco Federico Comba – che ha costantemente aggiornato il sito del comune istituzionale  – ha convocato un incontro pubblico per sabato 6 aprile alle ore 14 nella sala consiliare del Municpio cui saranno presenti referenti di Arpa, Vigili del fuoco e Asl To3.

Intanto la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta, affidata ai PM Gianfranco Colace e Francesca Traverso per fare chiarezza sulle responsabilità dell’incendio.