«I rilevamenti effettuati dal Politecnico di Torino danno dei numeri che sono sotto le soglie di pericolosità». Ad affermarlo è Angelo Tartaglia, vice sindaco di Cantalupa che nei giorni successivi all’incendio divampato nello stabilimento Kastamonu ha fatto posizionare una centralina di rilevamento polveri a Cantalupa e poi a Frossasco (nei prossimi giorni arriverà anche a Roletto).  Aggiunge poi: «Occorre rilevare che durante la giornata ci sono variazioni notevoli, influenzate dalle correnti. I fumi si percepiscono a Frossasco e Cantalupa soprattutto il mattino,  mentre nel pomeriggio si spostano verso Roletto e Pinerolo». I dati del Politcnico però sono quantitativi «per fare analisi su che cosa siano le polveri bisogna andare in laboratorio».

Circa la quantità di polveri i dati sono in linea con quelli dell’ARPA che però ha fornito solo dati cumulativi quotidiani mentre il Politecnico fornirà le tabelline con le curve orarie.

Circa il materiale residuo dell’incendio ormai quasi definitivamente domato Tartaglia non ha dubbi: «quel materiale deve essere assolutamente smaltito. È stato spento solo con acqua – non sono stati usati additivi  – ma è chiaro che non può restare lì. Kastamonu dovrà portarlo via».

A tal proposito il sindaco di Frossasco Federico Comba, in un comunicato, specifica che «l’amministrazione comunale, al fine di eliminare le eventuali conseguenze che i cumuli di rifiuti sottratti alle fiamme potrebbero avere sull’ambiente, ha richiesto agli enti preposti (Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Arpa Piemonte e Procura della Repubblica) quali siano le procedure ed i tempi necessari per avviare le attività di bonifica del sito per garantire la sicurezza e la salubrità dei luoghi».