Dell’incendio divampato lo scorso giovedì 28 marzo allo stabilimento Kastamonu, questa mattina resta solo un esile filo di fumo. Come era stato annunciato da Michelangelo Galetto, ispettore dei Vigili del Fuoco di Torino, durante l’assemblea promossa dal Comune di Frossasco nel pomeriggio di sabato, cui ha fatto seguito, ieri sera, un incontro di cittadini nell’oratorio di Roletto
Le fiamme sono state domate, ma la vicenda è tutt’altro che chiusa.
Lo si è capito chiaramente già sabato pomeriggio, dopo le parole del sindaco Federico Comba che ha relazionato su tutti gli interventi e le ordinanze poste in essere dall’amministrazione. Interventi che alcuni degli oltre 100 presenti – troppo piccola l’aula consiliare per contenere tutti – hanno ritenuto non sufficienti dati i pregressi del sito industriale.
Gli interventi più polemici sono scaturiti dopo la relazione di  Marco Lorenzoni dell’Arpa il quale ha ribadito la non pericolosità dell’aria specificando che «non ci sono stati indicatori relativi alla presenza di diossina». I risultati definitivi delle analisi su questa sostanza, però, non sono ancora disponibili. 
Ieri sera la riflessione è proseguita a Roletto dove un gruppo di cittadini autoconvocati (anche qui oltre il centinaio) hanno espresso le loro perplessità e la loro preoccupazione per la salute soprattutto dei bambini, degli anziani e degli ammalati cronici che risiedono nell’area dell’ex Annovati.
All’incontro è intervenuta, a titolo personale, l’assessore di Frossasco Luciana Genero che, a fronte di specifiche domande, ha comunque risposto dell’operato dell’amministrazione.
Dall’incontro – numerosi gli interventi, tra i quali quelli di medici, chimici, e un veterinario – sono emerse alcune proposte operative per fare chiarezza sul danno arrecato dall’incendio, e per monitorare i passi successivi: dal contenimento e smaltimento di quel che resta dei cumuli, ad un eventuale riavvio dell’attività produttiva da parte di Kastamonu.
Ripartirà certamente un comitato coagulandosi attorno all’associazione “Amici dell’ambiente”, si procederà ad alcune analisi indipendenti del terreno e dei frammenti che diversi cittadini hanno raccolto e catalogato in modo da permettere uno studio scientifico e sarà presentato un esposto alla Procura.
Il prossimo incontro è già stato calendarizzato per domenica 14 aprile, ancora presso i locali dell’Oratorio di Roletto.